Voce femminile e qualche ritornello catchy nella nuova evoluzione di Tycho

Nuova tappa nel percorso evolutivo del musicista, compositore e sound designer californiano Scott Hansen, in arte Tycho, questo Weather arriva il 12 luglio via Ninja Tune.

Ed è proprio questa la prima novità: l’accoppiata Tycho – Ninja Tune non può che voler dire, da un lato, evoluzione e, dall’altro, cura maniacale del suono alla ricerca della propria personale idea di perfezione stilistica.

La seconda grande novità è rappresentata dalla presenza quasi costante (in 6 brani su 8) della voce, delicata e suadente, di Hannah Cottrell, aka Saint Sinner.

Resta altresì inconfondibile l’impronta compositiva, che mescola melodie sognanti e malinconiche a ritmiche ballabili ma rilassate, chitarre minimali ma ricche di riverberi e delay, con synth d’ispirazione anni ‘80.

Il risultato è un disco che, in 8 tracce per un totale di scarsa mezz’ora, senza fronzoli e senza rivoluzioni, fotografa, forse meglio di qualunque altro, l’estetica predominante nel pop contemporaneo, o almeno in quello più votato alla qualità.

Note sempre pesate, con suoni sempre estremamente ragionati e ricercati. Un basso presentissimo e una batteria con esecuzione naturale ma suoni iper-prodotti. Caldi tappeti sintetici e qualche arpeggio dal gusto retrò, anche questi estremamente ponderati, disegnano le ambientazioni in cui si inserisce la voce sognante di Saint Sinner, unico strumento, se vogliamo, tendenzialmente monotono, per quanto sempre azzeccato, del disco.

La opener Easy è un’ideale anello di congiunzione con i precedenti album. Japan e No Stress sono invece potenziali capolavori pop. Il primo con un gioco di stop’n’go tra accenti ritmici che ammiccano al reggaeton nella strofa ed un ritornello puramente electro-pop. Il secondo con la sovrapposizione di basso e cassa a scandire il movimento, che si diluisce anche in questo caso nell’apertura del ritornello.

Di sicura presa anche l’altro singolo Pink & Blue, le cui linee vocali fanno quasi pensare ad un potenziale brano dei Postal Service, qui remixato e pompato. Più prescindibili, per quanto comunque piacevoli, i due strumentali Into The Woods e Weather.

In definitiva Tycho, pur restando coerente con il proprio percorso estetico e compositivo, vira in maniera abbastanza decisa verso il pop e lo fa con un lavoro estremamente ragionato e maturo che aggiunge al suo inconfondibile tocco alcuni elementi certamente catchy per l’epoca attuale.

Una svolta verso lidi sicuri dunque. Un disco che, a primo impatto, potrei definire, passatemi il termine, piuttosto paraculo, ma che sono certo finirò molto presto per adorare e sono convinto che non sarò il solo.




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