Bodies of Water, un viaggio sonoro nato dall’intimità della solitudine
Il nuovo album di Tobin Summerfield, Bodies of Water, è un viaggio sonoro nato dall’intimità della solitudine e dall’esplorazione personale di uno spazio musicale che unisce rock, minimalismo e improvvisazione.
La sua musica si configura come un dialogo profondo tra l’artista e il suo strumento, un’esperienza che riflette un percorso di ricerca, tecnica ed emozioni. I suoni, spesso ipnotici e meditativi, trasmettono un senso di calma e introspezione, ma al tempo stesso coinvolgono con una natura percussiva e turbolenta.
L’album cattura un’intera gamma di sensazioni, portando l’ascoltatore alla scoperta di paesaggi sonori in cui è facile lasciarsi trasportare, lasciando emergere un frammento autentico di un mondo interiore.
Nel brano Post Pond, la chitarra fluisce come una cascata di arpeggi, avvolgendo l’ascoltatore con splendide strutture armoniche e una voce suadente che incornicia il tutto con eleganza. Tobin si immerge in territori intensi, costruendo con maestria una composizione stratificata, avvolgente e scintillante, che definisce con forza l’atmosfera vibrante e coinvolgente della prima traccia.
A differenza della prima traccia, in The Shaker Dam at Reservoir Pond Summerfield l’artista gioca sapientemente con i toni della chitarra, facendo dialogare armonie ariose e suoni dissonanti in un equilibrio sorprendente. Il risultato è un brano che non solo mette in mostra una notevole destrezza tecnica, ma offre anche un rifugio accogliente in cui poter raggomitolare l’anima, avvolgendola in un abbraccio sonoro ricco di sfumature emotive.
Si cambia registro con Caulk the Wagon and Float It: la chitarra si trasforma in uno strumento percussivo, sfruttando la distorsione e i toni cupi per creare un tappeto sonoro avvolgente, composto da pattern ossessivi e ipnotici che catturano l’ascoltatore in un vortice di ritmo martellante e atmosfera avvolgente.
Bodies of Water è un ascolto piacevole e avvolgente, un album che nella sua leggerezza cela un universo di emozioni profonde, portando alla luce il mondo interiore di Tobin Summerfield. La sua tecnica impeccabile si manifesta in suoni che spaziano dall’ipnotico e meditativo all’interrogativo e stimolante, passando per momenti di puro relax. La varietà di atmosfere che attraversano ogni traccia rende l’intero album estremamente dinamico, invitando l’ascoltatore a immergersi in paesaggi sonori sempre diversi e sorprendenti. La capacità di unire la delicatezza delle melodie con l’intensità delle esplosioni sonore crea un dialogo profondo tra l’artista e il suo strumento, trasformando ogni pezzo in un viaggio emozionale e riflessivo. In questo modo, Bodies of Water si afferma come un’opera che non solo intrattiene, ma anche invita alla scoperta di un mondo interiore ricco di sfumature e risonanze.
Nato a Caserta nel 1989, innamorato folle della musica, dell’arte e del basket. Nel lontano 2003 viene letteralmente travolto dal suo primo concerto, quello dei Subsonica, che da quel giorno gli aprirono un mondo nuovo e un nuovo modo di concepire la musica.
Cresciuto col punk e la drum and bass, ama in maniera smoderata l’elettronica, il rock e il cantautorato. Fortemente attratto dal post-rock, dalla musica sperimentale e da quella neoclassica, non si preclude all’ascolto di altri generi definendosi un onnivoro musicale.
