Anoyo e Konoyo, due facce di una stessa medaglia

Tra i maggiori compositori di questo secolo in ambito ambient/elettronica sperimentale, Tim Hecker torna alla ribalta con un nuovo album. Anoyo (“il mondo da queste parti” in giapponese), pubblicato il 10 maggio 2019 via Kranky, è uscito a un anno di distanza dal suo gemello Konoyo.

Entrambi sono stati composti nel corso di alcuni viaggi in Giappone, quello che li differenzia però è l’approccio, da un lato instabile e caotico per Konoyo, dall’altro velato e naturalistico per Anoyo.

Sette composizioni organicheincontrano la musica classica giapponese gagaku registrate con il collettivo Gakuso,che portano a  riflettere spontaneamente la voglia di fermare il tempo per dipingere un mondo illusorio e solitario.

Un album così equilibrato da evocare il silenzio, la pace interiore ricreata con l’ausilio di strumenti a fiato quali l’hichiriki, lo shō e il ryūteki. Trentacinque minuti di musica palliativa aperti da That World.

Nei nove minuti della prima traccia suoni riverberati vengono stratificati come da sempre ci ha abituato il produttore canadese, con partiture essenziali e percussioni che scandiscono il silenzio.

È il carattere empatico ed emotivo delle tracce che fa si che Hecker si differenzia da chi produce ambient: è lì la sua peculiarità, riuscire a ricreare il calore umano e quello dei sentimenti in produzioni di per sè fredde.

Ipnotica, Step away from Konoyoè un chiaro intento nel voler fuggire da questo mondo, una traccia contemplativa tale da isolarci dalla confusione della società, lenta come se con questa produzione Tim volesse placare i demoni interiori.

Into the void è quasi un lamento, un richiamo disperato a una vita diversa, meno frenetica. È nell’incontro tra gli strumenti tipici giapponesi e i synth che, strato su strato, viene fuori una composizione cruda e liberatoria.

In quella che è l’altra faccia di una medaglia, Anoyo con Konoyo chiude un cerchio, così come lo Yin e lo Yang, il giorno lascia spazio alla notte per trovare nel silenzio e nel vuoto la quiete di cui abbiamo bisogno.