Vespertine: il sound dei This Will Destroy You racconta gli spazi

Ammettiamolo, il concept di Vespertine potrebbe far storcere il naso ai più affezionati, vuoi per il contesto inusuale in cui il lavoro si colloca (un pugno nell’occhio per l’immagine di post rock band di nicchia), vuoi per la stesura compositiva che, solo in apparenza, si discosta dalle sonorità consacrate da anni ed anni di carriera.

C’era da aspettarsi che i This Will Destroy You potessero aprirsi ad altre strade, distanziandosi per un attimo dalle proposte passate e avventurandosi in territori più specifici e settoriali; poi metteteci pure che la musica del collettivo texano ha da sempre avuto tutte le carte in regola per adattarsi alla forma sonorizzazione. Ne viene fuori Vespertine, un percorso acustico all’interno dell’omonimo ristorante stellato di Jordan Kahn, nella cittadina californiana di Culver City.

L’album, pubblicato per Dark Operative, racchiude una serie di piccole soundtrack collegate da un unico filo conduttore (arrangiate nella serata di apertura del locale a fine 2017); sette tracce che risuonano nell’architettura dell’edificio, traducendo il percorso dei commensali attraverso l’esperienza culinaria.

Apprezzabile l’alternativa di proporre il progetto con il dispiego delle sole due chitarre, intrecciate ciclicamente in una serie di pattern astratti e ridondanti. Ne conseguono sessanta minuti di godibile “fondamentalismo” ambient/drone (di quello estraniante intravisto già in passato con Tunnel Blanket), ma che aldilà delle rigorose soluzioni si mantiene in linea con la pasta sonora e le attitudini di una formazione da sempre contraddistinta dalla ricerca effettistica.

Vespertine concettualmente nasce come un’esperienza immaginata e realizzata per i presenti in un posto fisico, soltanto in seguito universalizzata attraverso la forma disco; un espediente, questo, che consente di portare sensazioni vissute, spazi, visioni e architetture al di là delle mura originarie, permettendo all’ascoltatore di abbandonare la propria coscienza e lasciarsi cullare da lisergici pattern meditativi.

Accantonate, dunque, doomgaze ed esplosioni di volume, intrecci cantilenati e levare post rock, per godere di un’intensa e statica musica di sottofondo (che ricorda vagamente gli ultimi Hammock), stratificata da coltri di riverberi e chitarre edificanti. In sintesi, Vespertine conferma un aspetto da non sottovalutare: nonostante l’originalità del contesto, il suono dei This Will Destroy You risulta estremamente convincente, al di là della propria deriva stilistica.

Occorre, pertanto, riconoscere al gruppo di Austin il merito di aver saputo reinventarsi, abbandonando all’occorrenza i cliché della sonorizzazione per il cinema.




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