The Falling: l’occulto che diventa protagonista

Da più di dieci anni gli Underground Youth hanno costruito la propria identità su un sound a metà fra il rock psichedelico ed il goth rock/post-punk sulla scia del primo Nick Cave, merito anche del timbro di Craig Dyer, simile a quello dell’australiano.

Nell’ambito di questo revival stilistico, il gruppo nato a Manchester ha mantenuto distinta una forte personalità, lasciandosi influenzare dalle fonti ma senza mai scadere nella totale reverenza. Ciò ha contribuito ad un’evidente presa di coscienza che ha portato i Nostri ad una sempre più acquisita maturità nel corso degli anni: infatti, se con Mademoiselle (2010) si sentiva fin troppo un legame con il passato, è con gli album successivi che arrivano i picchi compositivi e stilistici, rappresentati tanto in The Perfect Enemy of God (2013) quanto nel recente Montage Images of Lust and Fear (2019).

Stupisce, quindi, ritrovarsi con un cambio di rotta a tratti repentino come quello di The Falling, in uscita il 12 marzo 2021 per Fuzz Club. Le sonorità degli album precedenti si fanno da parte per lasciare la scena ad una fusione fra gothic country, sulla scia dei 16 Horsepower, e neo-folk, innalzando a protagonisti dei generi che prima erano rimasti quasi sempre sotterranei, seppur presenti, all’interno dei loro album.

Sin dalla title-track in apertura è evidente il cambio di rotta, sviscerato poi in diverse forme, che vanno dall’armonica dal gusto dylaniano di Vergiss Mich Nicht alla ballata gotica di Egyptian Queen, passando per la litania crepuscolare di A Sorrowful Race.

Le chitarre di For You Are the One riportano ai lavori precedenti ed è probabilmente il pezzo più legato al tipico sound del gruppo, a differenza di Letter From a Young Lover che chiude l’album riprendendo il discorso dov’era iniziato con la title-track.

In The Falling a far da protagonista è l’occulto e non solo dal punto di vista musicale. Infatti, ad ergersi è un lato intimo e nascosto degli Underground Youth, a cui va il merito di aver effettuato un’operazione coraggiosa ed interessante.

Difficile, dunque, inquadrare un album del genere nell’intera discografia del gruppo e va considerato per quello che è: un unicum che, fra alti e bassi, mantiene alta l’asticella.




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