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Wall Of Eyes segna l’evoluzione dei The Smile

In attesa (si spera) di un ritorno dei Radiohead, Thom Yorke e Jonny Greenwood affiancati dal buon Tom Skinner continuano il percorso intrapreso col progetto The Smile dando alle stampe il seguito di A Light For Attracting Attention (2022).

Composto da otto tracce incredibilmente fluide e armoniche, Wall Of Eyes vede il trio sviluppare il proprio sound di stampo art rock aggiungendo un pizzico di psichedelia e gli archi della London Contemporary Orchestra a discapito del post-punk e dell’afrobeat dell’esordio, un disco organico che mantiene alta l’asticella ma che manca dell’imprevedibilità del suo predecessore.

Diversamente da A Light For Attracting Attention, Wall Of Eyes non è stato prodotto dal solito Nigel Godrich, bensì dal suo braccio destro Sam Petts-Davis, già ingegnere del suono di A Moon Shaped Pool dei Radiohead, che ha dato un respiro più ampio all’album.

L’album si apre con la title track nella quale risuona cupo lo spettro di There There. Wall Of Eyes è una bossanova oscura avvolta da una lussureggiante orchestrazione che ben evidenzia la voce di Yorke. Non manca l’elettronica come quella morbida e sinuosa di Teleharmonic accompagnata da un testo intenso e profondo come solo Yorke sa scrivere. “Where are you taking me? Where are you taking me?” canta Thom mentre i sintetizzatori e i flauti tracciano una rotta inedita verso un immaginario cosmico.

Under Our Pillows gira attorno alle cervellotiche progressioni di chitarra di Greenwood che ne fanno un brano math rock a tutti gli effetti, con un’apertura ariosa nella parte centrale del brano.

Friend of a Friend intrisa di satira politica nasce come ispirazione dei canti sui balconi in pieno lockdown. Questo singolo è l’immagine perfetta di Wall Of Eyes: un brano ambizioso nel quale convivono stili diversi, forte è l’influenza del jazz, costruita attorno al suono del piano e degli archi.

Bending Hectic è senza dubbio una composizione dal forte impatto emotivo, le chitarre arpeggiate guidano la traccia tra accordi sospesi e momenti fluttuanti, uno tra gli episodi più brillanti del disco che si chiude con una violenta sfuriata chitarristica post-metal.

Quello che si evince ascoltando Wall Of Eyes è la libertà e la leggerezza di sperimentare che hanno Yorke e Greenwood senza avere il peso e le aspettative che nascono dall’attesa di un nuovo album dei Radiohead.

Il trio ovviamente si è evoluto dall’uscita del primo album e sebbene manchi l’effetto sorpresa avuto con A Light For Attracting Attention, Wall Of Eyes è un lavoro piacevole e raffinato.



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