Songs of Embrace: la dimensione rituale di The Mon
Difficile prendere in esame i dieci brani di Songs of Embrace, in uscita il 6 marzo 2026 per Supernatural Cat, senza partire dal suo album gemello, Songs of Abandon, uscito alla fine del 2025. Parliamo di una dicotomia su cui The Mon, progetto solista di Urlo, ha basato temi e sonorità differenti. Se in occasione del primo capitolo, un concept sulla perdita e sull’abbandono, avevamo scomodato le sortite in solo di Steve von Till (lontano dai suoi Neurosis), per questo nuovo album bisogna rimodulare i punti di riferimento.
Innanzitutto all’assenza fa seguito la presenza, intesa nel suo senso più materiale possibile. Un disco quasi di resistenza, “atto fisico del restare”. E se prima c’era una voce, quasi da menestrello maledetto, a decantare oscuri brani di marca folk psichedelico, stavolta c’è spazio solo per la strumentazione, concepita come un rituale a metà fra ambient e drone.
Lasciata da parte la forma canzone, ogni traccia sembra essere il capitolo di un disegno più grande, di un’unica lunga suite che parla di presenza pur restando su confini musicali a dir poco alienanti. In apertura, ad esempio, Inovocation of the Abyss catapulta l’ascoltatore su un universo parallelo, che sembra partire dalla scuola berlinese per poi approdare a sonorità space, ma talmente ancorate alla materia da portare l’infinità dello spazio al più fisico inferno. Fiamme disperse in un universo sterminato, difficile da delimitare e ancor più da definire.
La chitarra salta fuori di tanto in tanto per accompagnare e arricchire i sintetizzatori, fornendo uno strato sonoro ora ipnotico (Incantation) ora dissonante (The Sigil). Fasi diverse in un unico rito nel cuore della notte, ogni brano è una piccola variazione su un tema unico e costante, leitmotiv del disco. C’è la nenia di A Perlescent Pulse of Light, ci sono i suoni di memoria industrial in Ritual of Night Violence, c’è il basso che pulsa nell’ambient stralunata di Sovereign of Silence: tutti elementi di un unico, più grande, disegno.
Songs of Embrace è una presenza misteriosa, quasi oscura eppure in diversi frangenti stranamente confortante. The Mon firma un disco che, per analogie e contrapposizioni, è l’altra faccia della medaglia che avevamo conosciuto con Songs of Abandon e che, in generale, sembra ben rispecchiare la storia musicale di Urlo.
Classe ’99, laureato in Lettere moderne e alla magistrale di Filologia moderna alla Federico II di Napoli.
La musica e il cinema le passioni di una vita, dalla nascita interista per passione e sofferenza.
