Artificial Horizon: un climax notturno

Il sodalizio fra Tom Barman, leader dei dEUS, e il sassofonista Robin Verheyen nel progetto TaxiWars prosegue con il terzo album Artificial Horizon, in uscita il 6 settembre 2019 per Sdban Ultra. La proposta jazz oriented del gruppo non è mai rimasta statica nel corso dei loro lavori ed anzi strizza l’occhio a diverse influenze a metà fra l’indie/alternative ed un cantautorato più intimo ed elegante.

Anche Artificial Horizon mantiene questa linea, arricchendosi anche di una componente più imprevedibile e schizofrenica, in grado di conferire all’album una buona dose di originalità in un’atmosfera perennemente noir e fumosa come quella che pervade i dieci brani del lavoro.

Un climax ascendente di oscurità fa da protagonista, con i brani che diventano via via sempre più dilatati e soffusi, da ascoltare in una stanza buia poco illuminata.

Ciò è evidente sin dal primo brano, Drop Shot, dal pregevole e tagliente groove dall’atmosfera ancora serale e non notturna, che esplode ulteriormente con il singolo Sharp Practice, un’energica fusione di suoni 80s. La title-track mette in luce la parte più freak del gruppo, tipica dei primi lavori dei dEUS, quasi a voler ritrovare un’attitudine rock in delle eleganti linee jazz.

L’amore per un sound da cantautorato diventa evidente in Irritated Love, mentre il sole tramonta definitivamente nella parte finale dell’album, quando brani come Safety in Numbers iniziano a fare da protagonisti. Il semi spoken word di They’ll Tell You You’ve Changed conferma la linea ormai intrapresa dal gruppo e mette le basi per l’ultimo pezzo, probabilmente il migliore del lotto, On Day Three, in cui il contrabbasso fa da padrone quando ormai la notte ha avvolto l’anima dell’ascoltatore.

Complessivamente, Artificial Horizon dà un’ulteriore prova dell’efficacia del progetto TaxiWars e rappresenta probabilmente il loro lavoro più maturo. Tuttavia manca ancora quel passo in più tale da poter conferire un forte alone di memorabilità all’album, che scorre via piacevolmente, ma senza spingersi oltre. Un lavoro gradevole e leggero, ma forse fin troppo.