Tauceti tra neoclassicismo, romanticismo e un desiderio di esplorare nuove frontiere estetiche
La DJ, produttrice e compositrice di Lione, Lilou Chelal, conclude la trilogia iniziata con Bethanien pubblicando per Denovali il suo album di debutto ambient, Guanyin, un’opera che rappresenta un viaggio intimo tra radici culturali e futurismo sonoro.
Questo lavoro segna un ritorno alle origini di Tauceti, mescolando pattern tradizionali mediorientali e asiatici con un linguaggio elettronico ricco di droni e distorsioni sonore.
Un progetto che si rivela un omaggio personale alle proprie origini, un ibrido tra patrimonio culturale e sperimentazione contemporanea, capace di evocare immagini di spazi infiniti, mare, vento e stelle, come un dialogo tra passato e futuro.
In otto tracce, l’artista si immerge in un paesaggio sonoro meditativo e nostalgico, attraversato da sfumature oscure e desolate, in un equilibrio tra neoclassicismo, romanticismo e un desiderio di esplorare nuove frontiere estetiche attraverso le sonorità del dark ambient.
Un album che invita l’ascoltatore a un viaggio sensoriale e spirituale, tra memoria e innovazione.
Nei brani di Guanyin si percepiscono chiaramente influenze della trance music, impreziosite da una costruzione sonora avvincente e avvolgente. In particolare, Helios si apre con rintocchi percussivi sinistri e cupi, che conferiscono alla composizione un andamento marziale e deciso. Sopra questi battiti si sovrappongono scampanellii inquietanti e fiati modulati, elementi che evocano un’atmosfera surreale e ipnotica. Questa stratificazione di suoni crea un’esperienza musicale intensa e suggestiva, capace di catturare immediatamente l’ascoltatore, immergendolo in un viaggio sonoro ricco di tensione e mistero, sin dalle prime note.
Con Black Mamba, l’atmosfera glaciale si fa ancora più intensa, mentre le sonorità atmosferiche tipiche del dark ambient avvolgono l’ascoltatore in un abbraccio inquietante. Un drone di fondo vibra costantemente, sostenendo e plasmando l’intera struttura del brano, mentre in superficie si sviluppa una melodia lenta e brulicante, carica di tensione e mistero. Questa combinazione crea un viaggio onirico disturbante e affascinante, un’esperienza sonora che trascina l’ascoltatore in un mondo sospeso tra sogno e incubo, rendendo ogni ascolto un’immersione avvincente nell’ignoto.
Khit Errouh, invece, si presenta come una traccia vivida e magnetica, che attinge con maestria ai fiati e ai ritmi del mondo orientale per creare un’atmosfera coinvolgente e trascinante. La sua estetica dark ambient si fonde perfettamente con queste influenze, dando vita a un sound seducente e ipnotico, capace di affascinare l’ascoltatore fin dal primo istante e di trasportarlo in un viaggio sonoro ricco di suggestioni e mistero.
A conti fatti, Guanyin emerge come un’esperienza immersiva in un ambiente oscuro e suggestivo, dove le atmosfere quasi rituali si intrecciano con suoni avvolgenti e affascinanti. È un viaggio sonoro che invita a una riflessione profonda, mescolando elementi di introspezione e mistero, creando un equilibrio tra sensazioni di calma profonda e tensione sottile, trasportando l’ascoltatore in un mondo di immagini e emozioni intense.
Nato a Caserta nel 1989, innamorato folle della musica, dell’arte e del basket. Nel lontano 2003 viene letteralmente travolto dal suo primo concerto, quello dei Subsonica, che da quel giorno gli aprirono un mondo nuovo e un nuovo modo di concepire la musica.
Cresciuto col punk e la drum and bass, ama in maniera smoderata l’elettronica, il rock e il cantautorato. Fortemente attratto dal post-rock, dalla musica sperimentale e da quella neoclassica, non si preclude all’ascolto di altri generi definendosi un onnivoro musicale.
