Alchimie sonore: Rite, il debutto di T.U.

Sei tracce fluide, anestetiche, svuotate di ogni temporalità ma concepite, nella loro analisi oggettiva, per sottolineare le nature creative ed espressive. Rite è l’album di debutto di Luca Favaro (aka T.U.), composto e mixato in proprio dietro pubblicazione della label berlinese False Industries; un disco che dal laptop affonda le radici nella musica neoclassica per mezzo di vagabondaggi sinfonici.

Il lavoro di T.U. infatti, adotta forme del tutto anti-musicali, andando contro gli stereotipi dello strumento. Field recording, ostracismo alla melodia, sound design particellare e decostruzioni ritmiche sono solo alcuni degli strumenti effettivi che arricchiscono questo progetto rigoglioso. La ricerca parte dall’ascolto quotidiano, lavorando sulla resa sensibile del suono attraverso contesti zen, tensostrutture dark ambient e palafitte ritmiche; da questa panoramica complessiva si delineano sei istantanee dal modesto minutaggio (se non per Yellow), caratterizzate da un approccio minimale e da intuizioni di cruda materica sperimentale.

Dai primi minuti la lente d’ingrandimento insiste sulle proposte campionate, tra suoni silvani e orchestrazioni ecosistemiche (come in His Ground), passando dalla totale soppressione dello strumento alle sue rare comparse in Thallophyta, per mezzo di droni, elettronica spastica e looping ritmico. Al contrario For A Ritual racchiude atmosfere acusticamente più amorfe: disturbi di segnale, direzioni noise e totale assenza melodica, per culminare in un’oscura polifonia caotica che va sfumando sul finale. Interessante il ruolo della ritmica, utilizzata più per manipolare il suono che per dare ordine strutturale alle tracce (un esempio, A Safe Place).

Partendo dalle combinazioni di ritmo così concepite, i tempi si raccolgono nel rumorismo sincopato di Imaginary Landscape o della stessa Yellow, per mezzo di rimandi siderei che percuotono i tappeti ipnotici dei modulari.

Concludendo, Rite raccoglie sei tracce dalla sperimentazione duttile, traendo linfa da un ricercato ecosistema elementale sapientemente controllato nella sua miscelazione. Un progetto, in poche parole, che risuona di occulta audio-alchimia.




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