La voce calda e carezzevole della domenica mattina…

Four, è il nuovo album dei Sunday Morning, uscito il 5 aprile per l’etichetta Bronson Recordings.

Il disco sussegue l’ultimo loro lavoro Let It Burn (2016). Il gruppo di Cesena ha una storia lunga, nasce infatti nel 1998, subisce innumerevoli cambiamenti di formazione e si assesta per lungo tempo in una pausa durevole per ritornare nuovamente sulle scene nel 2015. Attualmente la band si compone di Luca Galassi, Andrea Cola, Federico Guardigni e Jacopo Casadei.

Probabilmente se non fosse emerso dalla loro bio, non mi sarei accorta della loro provenienza. Questa specificazione non ha nulla di offensivo, ovviamente, significa infatti tutt’altro: lo spessore compositivo, lirico e di pronuncia e a pari livello con quel che si affaccia attualmente nel panorama internazionale, specificatamente from USA.

L’album non a caso nasce da una riflessione maturata durante tre mesi passati a New Orleans, dove la voce del gruppo ricopriva il ruolo da assistente all’Esplanade Studio.

Gli scenari sonori del nuovo album sono un viaggio tra le praterie libere e infinite del Southwest il sound del fiume Mississippi, là dove tutto ha avuto inizio. I brani, più lenti e profondi rispetto le esperienze antecedenti, vedono le chitarre acustiche moltiplicarsi fino ad avvolgerne gli echi elettrici, il piano finalmente in scena e la voce protagonista. Un intreccio espressivo di folk, indie, pop e rock, senza categorie immanenti, in un calderone esplosivo di iperattività.

Power è proprio quel che vorrebbe rappresentare la nuova esperienza musicale: la volontà di percorrere nuove strade e il bisogno di un cambiamento urgente e perentorio, un pezzo d’impatto malleato su una linea di beat voraci e veloci, come se fosse una colonna sonora creata ad hoc per un viaggio coi finestrini aperti, mentre il sole irradia, il vento scompiglia i capelli e si ha voglia solamente di sorridere.

Spazio anche ai sentimenti nella ballad d’amore Dreamer, con protagonista un indiscusso pianoforte, a cui si associa una linea lounge di chitarra in echi. Una sorta di tributo al mondo romantico made in ’80.

Il lavoro dei Sunday Morning appare nel complesso una riflessione ben impostata a livello armonico, compositivo e soprattutto espressivo. Traspare candidamente un’emozione narrante, liquida, tangibile, e di sicuro un profondo amore nel far musica, ad ogni livello, in ogni paese del mondo.