Subsound Split Series #8: Ottone Pesante e Sudoku Killer

Gli Split sono sostanzialmente dei progetti in cui in un unico album si racchiudono due o più band, in questo articolo si parla della nuova uscita di Subsound Split Series, una collezione di split in digitale e vinile in edizione limitata che di volta in volta mette insieme due band della scena underground italiana e internazionale, coprendo i generi più diversi, questa volta i protagonisti sono gli Ottone Pesante e Sudoku Killer.

I primi, gli Ottone Pesante, sono un trio formato da Paolo Raineri (tromba), Francesco Bucci (trombone) e Beppe Mondini (batteria), nati nel 2015, suonano metal, ed hanno ormai rilasciato il secondo album Apocalips nel novembre del 2018.

I secondi, i Sudoku Killer, sono la band guidata dalla contrabbassista Caterina Palazzi, nata a Roma nel 2007. I musicisti provengono tutti da esperienze artistiche affini, che spaziano dal jazz al rock alla musica sperimentale. Il terzo album Asperger, più cupo e violento rispetto ai precedenti, è uscito nel 2018 per la prestigiosa etichetta europea Clean Feed Records. 

Le prime quattro tracce appartengono al trio di ottoni, un’ottima mescolanza tra jazz e metal con un cuore di sperimentazione notevole. In The End Silence Under The Snow avrebbe una predisposizione di nascita nel poter ergersi a colonna sonora in un film fantasy, con un exploit nei momenti più noir e gothic.  La traccia Weak, nonostante sia intitolata così, dimostra un ardore ed una potenza pazzesca. Il cambiamento con variazione melodica, prosegue sempre più in velocità, fino ad un crescendo, tra rullanti impazziti che giocano con i bassi dei fiati. In Zinculate è indiscusso il protagonismo della tromba che intreccia la venatura jazzistica graffiata con un ingegnoso assetto musicale, che definirei math.  

La traccia The Slow Rise To The Abyss sembrerebbe un rituale propiziatorio, in variabile connotazione e modulazione sonora, tracciandosi in linea sempre più acuta del precedente, anche se in distonia. Appare un accompagnamento di una banda musicale che man mano scompare in luogo dell’intervento della batteria.

Ai Sudoku Killer resta invece un’unica traccia Asperger Suite, che entra differenziandosi subito da quanto appena sentito appartenente agli Ottoni. L’inizio è elegante e silenzioso, quasi in punta di piedi. In lontananza si percepiscono dei bassi ronzii, pronti a prender posto sulla scena. Ma in 14 minuti di pezzo, tutto è veramente possibile, compresa l’esplosione temporanea e il ricominciare da capo. Il contrabbasso stride come un cigolio di una porta o come un vecchio vinile strisciato da un puntina. Ho avuto come l’impressione di ritrovarmi, all’inizio, dinanzi una traccia adeguata a contornare un film muto anni ’20: evocativa, sostitutiva di ogni dialogo. Dopo la distorsione: chitarre, corde distorte e metalliche, come in una corsa senza fiato per lasciarsi tutto alle spalle. Difficile da comprendere se non dopo un ascolto totale.

Un vinile del generelo comprerei sul serio, anche per la copertina alquanto horror: l’artwork è curato da Stonino e gioca sull’interazione fra personaggi di film, in questo caso Hannibal Lecter e Anton Chigurh di Non è un paese per vecchi.




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