Appunti per il sole, il rapporto tra suono, corpo e percezione a uno stato primordiale
Simon Balestrazzi torna con il suo ultimo album, un viaggio che sfida le convenzioni della musica elettronica e sperimenta i confini tra suono, energia e percezione.
In Appunti per il sole (Dissipatio), il nostro cattura l’essenza di un universo in costante mutamento: un groove sintetico, abrasivo e imprevedibile, che invita l’ascoltatore a riscoprire il modo in cui abitare lo spazio sonoro.
Balestrazzi, figura centrale della sperimentazione sonora europea sin dagli anni Settanta, si conferma ancora una volta come un pioniere capace di attraversare e reinventare i confini tra musica post-industriale, elettroacustica e improvvisazione.
Un album che, come un’eco primordiale, riporta la musica a uno stato più essenziale e primordiale, lasciando spazio a nuove percezioni e a una ridefinizione di ciò che la musica può davvero essere.
Il materiale sonoro si muove con determinazione e precisione, partendo dalla traccia Il sole 1: un continuo divenire caratterizzato da un intreccio di pulsazioni elettroniche e fonti sonore manipolate. Questa composizione dà vita a un affascinante connubio tra l’attrito del ritmo meccanico e un’atmosfera psicologica avvolgente, creando un’esperienza sonora intensa e coinvolgente. Un’opera che invita l’ascoltatore a immergersi in un universo di suoni in costante evoluzione, dove tecnologia e sentimento si scontrano e si completano in un equilibrio sorprendente.
Nei sette minuti de Il sole 2 di Simone Balestrazzi, si assiste a una fusione di atmosfere post-industriali plasmate con suoni asfissianti e battiti techno. È un crescendo di stratificazioni cacofoniche e martellanti che, lentamente, implodono sotto il peso della loro stessa intensità, svuotandosi della forza d’impatto che li aveva generati. Eppure, in questa dissoluzione, riescono a penetrare profondamente nella sfera psichica dell’ascoltatore, creando un effetto terribilmente coinvolgente, quasi disturbante. Un viaggio sonoro che incanta e destabilizza allo stesso tempo, lasciando un’impronta indelebile nella mente di chi ascolta.
Nel suo insieme, Appunti per il sole emerge come un’opera sonora intrisa di contrasti e armonie sottili, dove vibrazione e pulsazione danzano in un continuo ciclo di ripetizione e trasformazione. La sua architettura sonora, articolata e stratificata, invita l’ascoltatore a un viaggio attraverso un universo in costante movimento, capace di evocare sia introspezione che energia, equilibrio e caos. Un’esperienza sensoriale che svela l’essenza stessa della trasformazione, lasciando un’impronta indelebile nella percezione di chi si immerge in questa complessa sinfonia di suoni e sensazioni.
Nato a Caserta nel 1989, innamorato folle della musica, dell’arte e del basket. Nel lontano 2003 viene letteralmente travolto dal suo primo concerto, quello dei Subsonica, che da quel giorno gli aprirono un mondo nuovo e un nuovo modo di concepire la musica.
Cresciuto col punk e la drum and bass, ama in maniera smoderata l’elettronica, il rock e il cantautorato. Fortemente attratto dal post-rock, dalla musica sperimentale e da quella neoclassica, non si preclude all’ascolto di altri generi definendosi un onnivoro musicale.
