Satoyama, mettersi in gioco con la musica

Satoyama sono un quartetto di Ivrea (TO), attivo dal 2012. Dopo aver suonato su un numero importante di palchi italiani ed europei, vinto numerosi premi e inciso musica per cortometraggi e web series, la band arriva alla terza produzione in studio Magic Forest in uscita per Auand Records.

Un messaggio per il pubblico di vitale importanza si realizza nel vostro ultimo album Magic Forest, è stata anche un’esigenza?

Si, è stata un’esigenza. Considerando gli andamenti politici di questi ultimi tempi era per noi necessario schierarci e comunicare attraverso la nostra arte i nostri pensieri riguardo ai problemi climatici.

L’osservazione della realtà ha molteplici risvolti di percezione, quanta porzione di sogno c’è nella creazione di un album?

Abbiamo voluto contrapporre delle tematiche estremamente pragmatiche ad una musica apparentemente onirica.

Come si bilanciano le contaminazioni tra influenze e generi musicali diversi?

Tendenzialmente da uno spiccato utilizzo della democrazia all’interno dell’arrangiamento. Ogni brano che viene scritto da uno di noi viene poi arrangiato assieme, abbiamo tutti e quattro ascolti e trascorsi molto diversi alle spalle.

Ogni brano per noi deve avere una forte particolarità di fondo.

La musica è un grande vettore di  emozione ed intelletto, che esperienza è per voi il Magic Forest Tour?

Essere in tour significa in primis stare insieme e condividere esperienze non solo con i compagni di viaggi ma anche con il pubblico che ascolta.

Ci sono collaborazioni artistiche che si profilano nel vostro prossimo futuro?

Per il momento no ma, siamo aperti e curiosi di cosa ci riserverà il futuro

Prendere coscienza col tempo è un percorso silenzioso di crescita, da questo punto di vista la foresta ci assomiglia molto, lavorando all’album siete cresciuti anche voi?

In questi due anni di lavoro siamo cresciuti insieme condividendo non solo musica ma anche esperienze e bellissimi momenti.

In questi anni avete composto musica per cortometraggi e web series, questo album si presta ad una rappresentazione scenica, ci avete pensato?

Ci piacerebbe molto che la nostra musica venisse nuovamente legata ad immagini…

Chissà…

 

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