Close your eyes, see black, oltre i confini della nostra stessa coscienza
Immaginate di chiudere gli occhi e di lasciarvi avvolgere da un’oscurità profonda, un silenzio totale che penetra l’anima. Pubblicato il 30 gennaio 2026 da Dissipatio, Close your eyes, see black, il nuovo album dei Satan is my brother è una discesa lenta e meditativa nelle viscere dell’inconscio, un viaggio sonoro che sfuma tra dark-jazz, ambient e psichedelia.
Un’odissea senza parole, un’esperienza cinematica immersiva, dove ogni nota diventa un respiro di anestesia sonora, un’immersione nel centro sommerso di sé stessi. In questo album, il collettivo sperimentale italiano ci invita a esplorare il vuoto, a confrontarci con l’oscurità più fitta, alla ricerca di una bellezza nascosta nella scarsa visibilità. Pronti a risalire e a chiederci, ancora una volta: quanto lontano possiamo vedere?
L’album si presenta come un affascinante amalgama onirico di elettronica, basso, batteria, sassofono, clarinetto e trombone, creando un paesaggio sonoro avvolgente e imprevedibile. L’opener, Na+/K+, si distingue per la batteria, pulita e precisa, che scandisce un ritmo strutturato all’interno di un caos altrimenti aritmico e atonale. Le melodie emergenti dai fiati risultano essere tra le più inquietanti mai ascoltate, conferendo all’intero lavoro un’atmosfera inquieta e affascinante. La traccia riesce a coniugare un senso di tetraggine e serenità, costruendo un’atmosfera intensa e coinvolgente, che invita l’ascoltatore a immergersi profondamente in un mondo sonoro sospeso tra sogno e realtà.
Nella traccia successiva, Off, il jazz si fonde con l’elettronica in un connubio tanto affascinante quanto ipnotico. Il ritmo lento e i suoni seducenti creano una colonna sonora avvolgente, che sembra accompagnarci in una lenta discesa nelle profondità dell’anima, come un’immersione nell’apnea o un’anestesia profonda che ci conduce al centro sommerso di noi stessi. È un brano che si presenta come un viaggio intimo e misterioso, capace di evocare sensazioni di introspezione e meraviglia.
Nul, invece, si distingue come un brano straordinariamente bello e malinconico, capace di fluire e rifluire in mille direzioni diverse. La sua natura si rivela attraverso cambiamenti dinamici, una gamma emotiva intensa e arrangiamenti incredibilmente coesi, che collocano il pezzo tra il jazz e il post-rock. Senza eccessive tensioni o elettricità, questa traccia rappresenta uno dei momenti più profondi di Close your eyes, see black, regalando un’esperienza sonora ricca di sfumature e introspezione.
Con Close your eyes, see black, i Satan is my brother affinano la loro arte, perfezionando ciò che già avevano mostrato e arricchendo ulteriormente il loro linguaggio sonoro. Questa uscita si rivela un’opera complessa e magnetica, capace di attrarre non solo il loro pubblico di culto, ma anche nuovi ascoltatori pronti a immergersi in un universo oscuro e meditativo. È un viaggio che ci costringe a riemergere, a confrontarci con la consapevolezza che non tutto può essere trovato dentro di noi, che ci sono limiti oltre i quali l’oscurità diventa più profonda e il silenzio più totale. Riemersi da questa discesa lenta e introspettiva, ci chiediamo ancora una volta: quanto lontano possiamo vedere, oltre i confini della nostra stessa coscienza?
Nato a Caserta nel 1989, innamorato folle della musica, dell’arte e del basket. Nel lontano 2003 viene letteralmente travolto dal suo primo concerto, quello dei Subsonica, che da quel giorno gli aprirono un mondo nuovo e un nuovo modo di concepire la musica.
Cresciuto col punk e la drum and bass, ama in maniera smoderata l’elettronica, il rock e il cantautorato. Fortemente attratto dal post-rock, dalla musica sperimentale e da quella neoclassica, non si preclude all’ascolto di altri generi definendosi un onnivoro musicale.
