Nei posti da sogno di Sacrobosco

Immaginate di essere trasportati in un universo parallelo, dove i confini tra realtà e sogno si dissolvono in un caleidoscopio di suoni minimali, atmosfere notturne e suggestioni urban.

È questa la dimensione magica creata da Sacrobosco, il progetto elettronico di Giacomo Giunchedi, con il suo nuovo album Dreamlike Places. Un viaggio sonoro che unisce Bologna e Londra, tra field recordings, campionamenti e una sensibilità raffinata, pronto a farvi immergere in paesaggi sonori tanto onirici quanto vibranti.

Rilasciata il 13 febbraio 2026 tramite Antinational Noise, questa ultima fatica musicale si preannuncia come piccolo scrigno di introspezione e sperimentazione.

A partire da Subway Surfer, Sacrobosco rivela tutta la sua ingegnosità attraverso un campionamento audace: un’intervista a Whitney Houston, utilizzata come fonte sonora, si fonde con synth espansivi e in crescita, creando un ambiente sonoro cerebrale e ossessivo. È un paesaggio sonoro freddo e ipnotico, che attinge con maestria tanto dall’ambient quanto dal dub, dando vita a un’esperienza sonora intensa e coinvolgente, sospesa tra freddezza e mesmerismo.

Nella title track, Giunchedi sguaina un’ampia paletta di field recording catturati nelle strade londinesi di Brixton, Dalston e Hackney, combinandoli con synth pad dreamy e una cassa dritta, creando così un’elettronica pulsante che richiama le sonorità di Bicep o Four Tet, in un viaggio sonoro avvolgente e coinvolgente.

Con Bleeding Sun, Sacrobosco dimostra un’abilità straordinaria nel bilanciare sapientemente il beat con un’elettronica organica, creando un pezzo che si presta perfettamente a infiammare la pista da ballo quanto a accompagnare momenti di introspezione in cuffia, nel comfort della propria casa.

Con Dreamlike Places, Sacrobosco dà alla luce un album raffinato, in cui elettronica pulsante e organica si bilanciano perfettamente, bello e sublime contemporaneamente, perfettamente assemblato e accattivante. Un’opera che invita l’ascoltatore a perdersi tra paesaggi sonori onirici e vibrazioni urbane, un viaggio sensoriale che rimane impresso e che conferma Giunchedi come uno dei talenti più innovativi e sensibili della scena elettronica moderna.



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