U/nu, il contrasto tra l’identità virtuale e quella autentica e profonda di ciascuno
In un mondo dove le identità si sfaldano e si ricostruiscono tra realtà e virtualità, con U/nu, ispirato al film sperimentale Umano non umano (1969) di Mario Schifano, Rosario Di Rosa ci invita a esplorare le molteplici sfaccettature di chi siamo.
Attraverso un approccio sperimentale e radicale, l’autore traccia un paesaggio sonoro frammentato e stratificato, dove ogni suono, generato senza sintetizzatori e VST, diventa un riflesso autentico di processi di trasformazione personale, collettiva e tecnologica. Un viaggio immersivo che sfida le convenzioni della percezione, rivelando l’identità come un ecosistema fluido e in continua evoluzione.
Questo ciclo di composizioni elettroacustiche si presenta come una complessa narrazione sonora in cui la non linearità delle tracce riflette una visione stratificata dell’identità, in cui prospettive e temporalità diverse coesistono in un equilibrio inquieto. La prima traccia, ad esempio, intitolata Scenario 36.14, si distingue per un’estetica glitch estremizzata: un’esplosiva e imprevedibile trama ritmico-melodica che, al di là della sua frenesia sonora, si fa memoria viva dell’infanzia del nostro in Sicilia, intrecciando passato e presente in un dialogo serrato e avvincente.
Tactile si spinge oltre i confini delle elettroniche più convenzionali, attingendo a lidi più spinti e visceralmente intensi. L’inizio è scoppiettante, con trivelle sonore che colpiscono direttamente al cuore, creando un impatto immediato e coinvolgente. La texture sonora si presenta come un caleidoscopio in continua evoluzione, capace di deviare in direzioni imprevedibili e di frantumarsi in frammenti che, nel corso dell’ascolto, rivelano un lato poetico di grande profondità. Un viaggio sonoro che, dalla potenza primordiale, si apre a riflessioni più intime e suggestive, facendo di Tactile un’esperienza sensoriale intensa e stratificata, degna di essere ascoltata con attenzione e curiosità.
I feedback si presenta come una traccia tagliente, un suono grezzo che si disfa e si ricompone in forme frammentate e loop identitari, espressione dell’urgenza artistica di Rorasio Di Rosa. Un’esperienza sonora intensa e coinvolgente, capace di catturare l’ascoltatore in un vortice di emozioni e riflessioni, rendendo la traccia un’opera di grande impatto e autenticità.
U/nu, pubblicato il 23 gennaio da Avantsound, la nuova side label tra avanguardia e sperimentazioni dell’etichetta siciliana Isulafactory, è un ascolto interessante e impegnativo, un puzzle sonoro in cui ogni pezzo si incastra perfettamente tra di loro, rivelando forme originali ed estremamente dettagliate. Un’opera che sfida le convenzioni, invitando l’ascoltatore a un viaggio immersivo attraverso strati di suono e significato, in cui l’identità si svela come un ecosistema fluido, in continua trasformazione. Un album che non solo stimola l’orecchio, ma invita a riflettere sulla complessità del nostro essere in un mondo sempre più frammentato e ricostruito, lasciando un segno indelebile nel panorama della musica sperimentale contemporanea.
Nato a Caserta nel 1989, innamorato folle della musica, dell’arte e del basket. Nel lontano 2003 viene letteralmente travolto dal suo primo concerto, quello dei Subsonica, che da quel giorno gli aprirono un mondo nuovo e un nuovo modo di concepire la musica.
Cresciuto col punk e la drum and bass, ama in maniera smoderata l’elettronica, il rock e il cantautorato. Fortemente attratto dal post-rock, dalla musica sperimentale e da quella neoclassica, non si preclude all’ascolto di altri generi definendosi un onnivoro musicale.
