( r ): un album bipolare di mezza età

Attivo sulla scena musicale sperimentale internazionale da metà degli anni 90, Fabrizio Modonese Palumbo, già colonna portante dei Larsen, pubblica il quinto album con lo pseudonimo di ( r ).

Titan Arum, rilasciato l’8 ottobre 2021 per l’etichetta belga Cheap Satanism e la torinese Delete Recordings, deve il nome alla pianta dell’aro titano, la più grande infiorescenza del mondo vegetale. Questo fiore tropicale è il più grande e meno profumato del mondo, oltre ad avere una fioritura molto rara. L’aro titano fiorisce infatti soltanto per tre giorni all’anno.

L’album masterizzato da James Plotkin, registrato e mixato da Paul Beauchamp e Marco Milanesio, è una festa tra amici all’insegna della sperimentazione con Modenese Palumbo che ha chiamato a raccolta Jochen Arbeit (Einsturzende Neubauten), Vanja (CCC CNC NCN), Jamie Stewart (Xiu Xiu), Chiara e Freddie Lee (il duo precedentemente noto come Father Murphy), Paolo Spaccamonti, TehoTeardo, Julia Kent, le danzatrici di flamento Barbara Venere e Karl Machucka Lopez e la scrittrice/poeta anarco-queer Klaus Miser.

La prima traccia, Botox, si sviluppa a partire da influenze kosmiche per poi arricchirsi di stratificazioni elettroacustiche e vocali. Sette minuti durante i quali il brano cambia costantemente tra sintetizzatori psichedelici e sperimentazioni vocali con il Nostro impegnato ad amalgamare ogni elemento per ottenere una strumentale inebriante.

Frammenti sonori e battiti di mani campionati compongono il tappeto sonoro di Parasomnia, una breve ma intensa traccia dalle sonorità sognanti che danno la sensazione di costante movimento. La successiva Oblivion è in bilico tra post-rock e new vawe, un suono cupo e ossessivo supporta la voce profonda e ruvida. Tra slide, distorsioni e modulari, il brano prende le sembianze di un mantra nero come la pece.

The Sssophisssticated Sssofa Sssnakessssi apre con una ventata di pulsazioni e stridori elettronici che lentamente si evolvono e si espandono con l’inserimento della vibrante chitarra, ne scaturisce un fluttuante tappeto sonoro intarsiato da vivaci pulsazioni dall’incedere conturbante. Elegante e raffinata, Pira-Piraè una delle più stupefacenti creazioni del disco. La voce narrante è accompagnata dalle melodie della chitarra accompagnata dall’elettronica e una drum machine per una ritmica minimalista di un brano che funge da colonna sonora post-industriale.

( r ) è un progetto spontaneo che trova in Titan Arum il suo frutto più raro.




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