Il calderone magico dei Portfolio

I Portfolio tornano dopo cinque anni, più forti di prima, con Stefi Wonder in uscita il 22 novembre per IRMA Records.

Gruppo emiliano nato nel 2003, i Portfolio sono già al loro quinto lavoro, dopo due Ep e due album. Nonostante l’influenza di stampo free jazz, il disco ingloba senza troppi indugi anche pop, funk, soul e rock. “Eclettico” senza ombra di dubbio è l’aggettivo che descrive al meglio questo lavoro.

Otto tracce sfrontate e sui generis che si distaccano dalle “canoniche” formule del penultimo disco Due.

L’album si apre con l’omonima traccia che tra sonorità disco e funk tiene sempre alto il ritmo. L’ascoltatore è sollecitato a seguire la sinergia degli strumenti che si accavallano l’uno sull’altro in un gioco di ruoli dove tutti giocano alla pari.

La linearità s’interrompe con la chiusura del brano che è guidata dal trombettista, scuola Breklee, Tiziano Bianchi. Agosto è l’unica traccia che si tinge della voce femminile di Claudia Domenichini. Un probabile tormentone estivo dalla melodia triste e dimessa, in netta contrapposizione alla visione commerciale del mese di Agosto. Scuola Strumentale Reggiana è l’ultima traccia, quella che chiude il cerchio. Una pura dimostrazione di forza. Tecnica e padronanza strumentale raggiungono livelli altissimi in un crescendo di piccoli arrangiamenti concatenati. La mancanza della componente vocale (presente anche in Fluidità) non lascia spazio a seconde interpretazioni catapultando l’ascoltatore in una vorticosa salita tonale a colpi di batteria, chitarra e tromba.

Nel panorama discografico indipendente italiano Stefi Wonder è probabilmente una pietra miliare, capace di unire i generi più ascoltati a quelli oramai rilegati solamente al mondo degli audiofili. La spinta creativa è fondamentalmente più unica che rara nel Bel Paese. I Portfolio hanno dimostrato con coraggio di essere duttili e permeabili a generi diversi. Stefi Wonder è un ascolto piacevole e innovativo, che sicuramente saprà accontentare un po’ tutti.