Lucio Leonardi: uno, nessuno e centomila

Musicista e compositore dai mille volti, Lucio Leonardi è un artista al quale piace sperimentare in direzioni differenti. Ha rilasciato quattro album firmandoli a nome Photographs nei quali esplora il suo lato più cupo e dark, tra idm e industrial. L’altra faccia della medaglia è Pluhm, il suo progetto drone ambient.

Dopo aver pubblicato il debut album, Piccole Canzoni Sospese, Leonardi dà alle stampe Canzoni dell’io nudo, che lo vede cambiare nome d‘arte da Drøm a Pluhm.

In uscita il 5 febbraio 2021 per l’australiana Rum Fixion Records, il nuovo album è un mix di drone, shoegaze, neo classica, avanguardia e idm con il quale Leonardi si è messo a nudo per mostrarci il suo lato più intimo e fragile.

Immaginiamo Canzoni dell’io nudo come una struttura stratificata divisa su nove livelli. Ogni livello è una traccia, partiamo dalla prima, Discesa. Il primo contatto con Leonardi è duro, una traccia vibrante dal sapore dark ambient. Una lotta tra droni che scaturisce in un finale apocalittico di chi nasconde il proprio Io per paura di mostrarsi vulnerabile ed essere ferito.  Bisogna arrivare a Oblio Della Mente prima che Pluhm  affronti i propri demoni. Questa traccia è il riflesso della solitudine: i suoni vengono destrutturati mentre i sintetizzatori oscillano per creare un chiaroscuro tra i suoni elettroacustici e quelli shoegaze che lasciano affiorare i momenti più bui.

Da Essenza Del Reale in poi  viene fuori il lato più radioso dell’artista. La quinta traccia è una composizione morbida, delicata, che profuma di neoclassicismo. Il piano ci mette in contatto con l’anima di Leonardi, un ponte per raggiungere la sua parte più nascosta,  quella delicata e umana.

Quando si arriva a Risalita si raggiunge la tanto desiderata tranquillità interiore. Un suono etereo, rilassante, note sospese e ripetute contribuiscono a dare brio al pezzo. Un tappeto ambient fa da sfondo ad un quadro dalle pennellate new age che si arricchisce di una parte vocale che sa di liberazione.

Canzoni dell’io nudo è un lavoro terapeutico col quale l’autore decide di mostrare l’immagine che ha di se stesso. Un album sincero, un diario in cui Pluhm si mostra per quello che è, ossia il protagonista della sua musica.




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