Il lato oscuro della Grande Madre

Dark Night Mother è la nuova creatura di Stefano Pilia e Massimo Pupillo.

L’album, il secondo per il duo, registrato in varie locations, da Paoyhan e Yarinacocha in Perù, a Bologna, New York e San Francisco tra il 2014 e il 2015, è stato poi mixato al Blind Sun di Bologna e masterizzato da Giuseppe Ielasi. Dark Night Mother ha visto la luce il 21 dicembre via OffsetConsouling Sounds.

Chitarre acustiche ed elettriche, basso ed elettronica sono suonate da Massimo e Stefano in un percorso ancestrale che li riporta a ricongiungersi con le origini.

Nella title track, accompagnati dall’incantevole e magnetica voce di Alexandra Drewchin, la chitarra è ipnotica, un canto che sa di terra, caldo e avvolgente, terapeutico per l’animo.

La seconda traccia Weeshden si arricchisce della batteria e delle percussioni di Cristiano Calcagnile, la voce sciamanica della Maestra Olivia Arebalo detta i tempi di questo rito. Dieci minuti di pura delicatezza tra slide guitar, field recording, suoni dall’Amazzonia dove Massimo ha vissuto per un periodo, una suite libera da schemi che si lascia guidare dalle intuizioni del momento.

Le due tracce successive, Orion Children e Black Moon Lilith, si avvolgono di misticismo: la prima più blues, rievoca l’immagine di due amici attorno ad un fuoco acceso, la voce di Sandra Canessa è intensa; nella seconda Cristiano Calcagnile ritorna dietro le pelli, ne viene fuori una strumentale profonda. In entrambe è interessante come l’elettronica s’incastri a meraviglia con gli strumenti acustici senza mai scalzarli.

Gli intrecci di chitarre creano melodie perfette e ricercate in Fatima Gate, mood triste per la canzone che vede la voce di Sandra Canessa poggiarsi in punta di piedi sulla strumentale. A metà della traccia l’elettronica si impossessa dell’anima acustica e ne viene fuori un loop mantrico.

Non ci sono regole scritte in Dark Night Mother, semplicemente un disco libero, niente convenzioni, solo la voglia di esplorare nuovi territori dove è la musica a condurci.