Il ritrovo padovano della scena psichedelica: PDsychedelia

Il fermento della scena psichedelica padovana ha preso un nome, una sottocultura sempre fertile che ha portato alla creazione di questa kermesse di due giorni dal nome PDsychedelia.

Tutto questo avviene al Circolo Nadir, un posto di aggregazione che rivaluta un centro direzionale abbandonato negli ultimi anni, nel dare spazio ad attività teatrali e musicali come piace a noi.

Parliamo della città dove prende vita il progetto Jennifer Gentle, con i loro ultimi due album sotto l’etichetta statunitense Sub Pop Records e, da non dimenticare, il caso più singolare, ovvero quello dei Mamuthones, band che vede un cambio generazionale ed ora cresce e continua con le realtà attuali come ci raccontano Marco PolatoMarco Valerio su un intervista radiofonica su Indica.

Riguardo quest’ultimi, oggi con il loro ultimo lavoro Fear Of The Corner, registrato con l’etichetta inglese Rocket Recordings, vengono segnalati da Nicolò Cagnan su NeverWasRadio come tra i migliori 20 dischi del 2018 e in Getintothis testata inglese che li segnala tra i migliori 100 album dell’anno.

Insomma otto band ma ognuno con la sua identità tra cui molti nel panorama nazionale e molti anche in quella europea facendo di quella attitudine anglo-americana un lascia passare per tour europei, trovandone un ottimo riscontro.

Il nome e la locandina riportano alla mente la scena psichedelica degli anni 60′, abilmente amalgamata ad una scelta di band che hanno influenze etniche, elettriche ed elettroniche.

La sperimentazione non manca: parlando del merch, ad esempio, la prima cosa che cade all’occhio tra cd, magliette e vinili è sicuramente un mini synth artigianale fatto di circuiti e legno.

Siamo stati attenti osservatori dei Yami Kurae, band appena di ritorno da un tour in Giappone, che si è presentata con un uomo bendato che disegnava immagini suggestionate dal live in corso. A seguire, della versatilità e attitudine polistrumentale di Andrea Davì e del giovanissimo Amedeo Schiavon; del live di Marco Fasolo ridotto al minimo, che è riuscito a presentare uno spettacolo senza alcuna pecca. E ancora, i più giovani di questa rassegna, Il Fulcro con Riccardo Matetich, armati di Djembe, Didgeridoo e bansuri; Amedeo Schiavon con i suoi picchi strumentali fatti di batteria e synth. Per concludere, gli Orange Car Crash con una formazione infinita, composta anche da vibrafono, synth e pedali di qualsiasi genere.

Alcune band non sono citate, descrivere a parole la musica è sempre difficile, soprattutto quand’è così singolare. Vi consiglio vivavamente di ascoltare gli album dei The Beautiful Bunker e dei Slumberwood.

Ci ritroviamo in un periodo storico dove la visione capitalistica ti indirizza nel caricare il tuo album con un semplice upload dal tuo computer, ma nulla di tutto questo crea un contatto. Quello che ho finalmente visto in questa rassegna è completamente l’opposto, un vero e proprio punto di ritrovo della scena musicale, sia per i musicisti che hanno deciso di condividere un palco, sia per gli ascoltatori che si son ritrovati realtà già conosciute e molte altre che hanno avuto modo di scoprire in questa rassegna.

Parliamo di una rassegna sotto le feste natalizie con un pubblico decisamente numeroso, tra cui anche la musicista Debora Petrina. Insomma mi auguro una continuità nel corso dell’anno per consolidare questo punto di riferimento per i musicisti e non.

Curato da Nina e Jacopo



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