Ignoto: oltre ogni confine

È sempre una strana sensazione quando un gruppo con oltre vent’anni di attività e un sound più o meno codificato cambia. E non perché ci sia un’assuefazione all’ascolto, né la volontà, da parte di chi produce e di chi riceve, di adagiarsi a suonare ed ascoltare sempre la stessa roba.

Semplicemente perché in un mondo musicale dove sempre in meno hanno coraggio di osare, ritrovarsi di fronte ad un disco come l’ultima fatica degli OvO, Ignoto, in uscita il 23 settembre 2022 per Artoffact, è una piacevole sorpresa.

Intendiamoci: Bruno Dorella e Stefania Pedretti non si sono mai accontentati. Per loro parla non solo la pressoché infinita lista di collaborazioni e progetti, ma anche la discografia stessa degli OvO. Noise rock, post-industrial, sludge/doom metal, fascinazioni per grind e hardcore punk: hanno toccato praticamente tutto nel calderone della violenza sonora.

Eppure al decimo album ci sono ancora novità, come la scelta di cantare per la prima volta in italiano con testi di senso compiuto e soprattutto la volontà di concepire un disco sludge nella sua forma più astratta possibile. Due suite, entrambe divise in quattro parti, riempiono un mondo immaginario ricreato dalla lettura di Lovecraft, Poe, Philip K. Dick e via dicendo.

La prima parte de La Morte Muore è a tutti gli effetti un rito sciamanico che tra arrangiamenti scarni e un gioco di sottrazione costante basato su rumori improvvisi permette a Stefania Pedretti di immergersi completamente nel suo ruolo di oscura fattucchiera. Il brano si evolve in una cavalcata sludge a metà fra la violenza grezza degli Eyehategod e le aperture atmosferiche dei Neurosis, ma mantiene costante la sensazione opprimente ed oscura che si respira nell’apertura.

Distillati di Tenebre è invece decisamente più sbilenco nella sua proposta. Se, infatti, la prima parte è una concentrazione di violenza vocale accompagnata da una batteria forsennata, i toni poi cambiano di capitolo in capitolo, come testimonia l’incursione elettro-noise del terzo atto.

Ignoto non sarà un disco nuovo nella proposta, ma lo è sicuramente nelle intenzioni, soprattutto considerando che rappresenta l’ennesimo, riuscito, cambio di rotta degli OvO. Al duo va riconosciuta l’innegabile capacità di smarcarsi dalla comfort zone per esplorare confini sonori in continuo movimento. Veterani.



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