Gli scenari futuristici di Oneohtrix Point Never

Decriptare un disco di Daniel Lopatin aka Oneohtrix Point Never è missione assai ardua e Magic Oneohtrix Point Never, ultima fatica del musicista americano, non fa eccezione. In uscita il 30 ottobre per Warp Records, il disco, annunciato agli inizi di Settembre con il rilascio delle prime tre tracce, racchiuse nella Drive Time Suite, disegna scenari futuristici ma non per questo apocalittici, come invece spesso accade quando si prova a immaginare quello che non si conosce.

L’atmosfera di Magic Oneohtrix Point Never è surreale, tanto per l’uso abbondante dei synth quanto per le “cross talk” piazzate qua e là e le incursioni rumoristiche, che per dirla tutta fanno l’occhiolino al filone industrial- experimental electronic di inizio anni Ottanta che aveva nei Throbbing Gristle e nei Clock DVA i principali esponenti. Proprio da questi ultimi, che avevano immaginato e descritto in musica il futuro con contorni catastrofici, il lavoro di Lopatin tende a discostarsi e la rappresentazione del “magico” mondo nuovo sembra essere molto più mite. Le sonorità destrutturate e ipnotiche, per lo più costruite sui synth, che si risolvono e si dissolvono una volta fuoriuscite dai diffusori permettono di accostare Magic Oneohtrix Point Never al pop-ipnagogico, alla vaporwave e all’ambient-drone, correnti musicali che negli ultimi due lustri hanno suscitato e continuano a suscitare grande interesse di pubblico. 

Il disco si apre come preannunciato con la Drive Time Suite che comprende Cross Talk I, brano di introduzione costruito con frammenti di voci e spezzoni di chiacchiericcio, Auto & Allo, dove spunta l’elemento chiave del vocoder per celare la voce di Lopatin e Long Road Home, una composizione costruita su un impianto orchestrale-sinfonico molto ben riuscita che fonde elementi tradizionali all’elettronica.

Le successive cinque tracce fanno parte della cosiddetta Midday Suite, aperta da una incalzante I Don’t Love Me Anymore, che si avvale di ritmica punk e sussurri elettronici. Degne di menzione sono anche The Whether Channel, riflessione robotica e alienante con la collaborazione nella coda finale del rapper Nolanberollin e No Nightmares, che vuole assomigliare ad una ballata decadente e romantica alla quale partecipa alla voce The WeekndImago è un affresco visionario mentre Lost But Never Alone preme sulla componente emotiva. Shifting ha le sembianze di un delirio schizofrenico mentre in Wave Idea i toni si ammorbidiscono. Chiude il disco Nothing’s Special.

Magic Oneohtrix Point Never è un prodotto interessante che arriva dopo Age Of (2018) e Garden Of Delete (2015). Definirlo disco della maturità è un po’ azzardato ma Lopatin, da buon architetto musicale dei giorni nostri, non delude le aspettative e riesce a confermare la sua buona verve creativa.




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