Niccolò Fabi: una scelta obbligata

Era il 2017 quando Niccolò Fabi annunciava la sua pausa dalla carriera musicale. Una pausa presa per dedicarsi alla famiglia, agli affetti personali e capire in che direzione condurre la propria musica. E’ così che a tre anni di distanza dall’acclamato Una somma di piccole cose, il cantautore classe 1968 torna in pista con un nuovo disco di brani inediti.

Tradizione e tradimento, pubblicato dalla Universal l’11 ottobre 2019, è un album che parla di scelte, alla ricerca della propria identità conservando il lato acustico (tradizione) e sperimentando il lato più elettronico (il tradimento alla parte sentimentale).

Accompagnato in questo viaggio da Roberto Angelini, Pier Cortese, Alberto Bianco, Costanza Francavilla, Daniele Rossi, Fabio Rondanini, Filippo Cornaglia e Massimo Nunzi, l’undicesimo album della carriera del cantautore romano segna la sua personale svolta passando dall’io del disco precedente al noi di questo nuovo lavoro discografico.

“L’arte non è una posa/ma resistenza alla mano che ti affoga” è con la frase di Scotta che Fabi si lascia alle spalle la paura di bruciarsi e quella consapevolezza che l’arte non funziona a comando. La delicatezza del piano alla Sigur Ros con i decori elettronici fanno da ponte tra questo nuovo Fabi e quello di Una somma di piccole cose.

L’elettronica si fa spazio prepotentemente nella musica del cantautore romano: Amori con le ali è il simbolo del cambiamento. I suoni dei synth modulari si incastrano meravigliosamente con l’orchestra rappresentando l’equilibrio perfetto tra le varie anime di Niccolò.

Il singolo Io sono l’altro contrappone una musica delicata a un testo duro che parla di clochard, di genitori di bambini portatori di handicap. Si palesa il lato più melodico di Fabi, in un brano in cui il connubio tra chitarre e pianoforte, crea un suono avvolgente sul quale la dolce voce del nostro si posa delicamente.  Non mancano momenti più introspettivi come Nel Blu con la sua chitarra acustica che tesse la trama di un’atmosfera pesante e più scura, l’incontro tra due persone e l’incontro tra le chitarre e i synth. In entrambi i casi un tuffo nell’ignoto. La ballad che dà il nome all’album chiude l’Lp e lo fa con quella carica emotiva che solo Fabi sa trasmettere.

In un Paese dove il sistema musicale punta tendenzialmente alle vendite, dove gli artisti badano solo ai like facili, dove non si cerca la qualità, dove non si bada ai testi e non si dà importanza all’attitudine dell’artista, dove la musica sa di plastica, avevamo proprio bisogno di un album come Tradizione e Tradimento, un album che nasce dal desiderio di tornare a fare musica, dai racconti di vita quotidiana.