HD Dreams di Mulai, ovvero quando onestà, semplicità e libertà compositiva pagano con gli interessi, anche nell’elettronica.

Il progetto del producer bresciano Giovanni Bruni Zani è umile fin dal suo nom de plume. Mulai è una parola indonesiana, e significa inizio. Per quanto non si sia di fronte ad un musicista di primissimo pelo, con due Ep alle spalle e una storia personale tendenzialmente intrisa di musica, Mulai ce la mette tutta per mantenere una relazione paritaria con il suo pubblico.

Chi lo ascolta partecipa passivamente al suo processo di scoperta e di definizione artistica, che parte da una matrice elettronica con venature pop e si espande in maniera tentacolare verso territori interessanti, dall’hip-hop all’IDM, passando per zone di confine spesso etichettate come sperimentali.

HD Dreams è il suo primo lavoro corposo, 9 tracce piacevoli da ascoltare, morbide ed evocative pur nel loro utilizzo massiccio di componenti sintetiche. Architetture sonore futuristiche, vocals surreali e lyrics astratte sono i tratti distintivi di un lavoro che andrebbe definito d’impulso, più che di consacrazione. Una tappa importante in un percorso che si spera conduca Mulai all’attenzione di un pubblico sempre più vasto, sfruttando il rapporto simbiotico tra ascoltatore e producer che solo una musica sincera può creare.

Di Mulai si apprezzano molte cose. Innanzitutto, il candore con cui affronta tematiche introspettive nei propri testi, cercando di raccogliere i propri pensieri e i propri ricordi e tradurre la massa informe in un linguaggio interpretabile a piacimento, senza nessuna morale di fondo o pretesa filosofia.

C’è poi la libertà del suono, che si cristallizza in forme sempre diverse, senza seguire precise geometrie o schemi predeterminati. A leggerlo così sembra qualcosa di molto caotico, ma c’è un fil rouge che collega tutta la produzione, altrettanto encomiabile. Mulai è uno che cerca di non strafare mai, riduce le campionature all’essenziale, prende solo quello che gli serve e confeziona un bel prodotto sincero, senza orpelli e di facile ascolto.

Il progetto funziona, le idee ci sono, mancano velleità artistiche o pretese di rivoluzione. Mulai è pura espressione di sé, contenuta in una scatola che cambia forma ogni volta pur mantenendo un’intrinseca coerenza nel seguire i solchi dell’elettronica più tradizionale e del pop. Pur mantenendo una buona dose di astrazione nel suo lavoro, il producer bresciano sembra essere uno di quelli coi piedi per terra.

Mentre tutti corrono e si affannano per assecondare i capricci di un pubblico spesso volubile, Mulai procede al passo che gli pare, e camminargli al fianco per un tratto di strada è un’esperienza piacevole come una serata in compagnia di un amico.




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