L’unico modo per sentire il rumore è quando è buono e forte. (Motörhead)

Provo un poco di disagio nel parlare di questo disco di debutto dei Morso, Lo Zen e l’arte del rigetto (undici brani per un totale d’ascolto complessivo pari a circa venticinque minuti), out per Dischi Bervisti e Cave Canem il 18 di Gennaio u.s..

L’imbarazzo è dovuto in larga parte al fatto che il genere Hardcore / Punk / Metal / suonato dai ragazzi di Busto Arsizio (sono Davide alla chitarra, Guido alla voce, Matteo alla batteria e Silvano al basso) non fa per me per quelle che ritengo siano due ottime ragioni: 1) adoro la musica e non sopporto il rumore; 2) amo la voce umana quando è in grado di coinvolgermi e farmi provare emozioni mentre viceversa provo una irrefrenabile sensazione di rigetto (è proprio il caso di dirlo!!) per le urla belluine o, se si preferisce, per le voci disumane, quando esse vengono spacciate per canto.

Tuttavia devo pur confessare che il CD che qui vi presentiamo contiene in se anche alcune caratteristiche positive che devono essere necessariamente rilevate: esse infatti sussistono oggettivamente e a prescindere dai gusti musicali di chiunque si ponga in una posizione critica nei confronti del lavoro dei quattro lombardi.

Denso di energia e di voglia di coinvolgere, Lo Zen e l’arte del rigetto ci è parso un disco suonato con molta perizia, con una splendida sezione ritmica e una chitarra elettrica strumento principe e protagonista assoluto dell’album dotato di una quella certa capacità di sintesi che è necessaria per indicare la direzione in cui le varie songs devono svilupparsi. Il comunicato stampa della Dischi Bervisti che dà conto dell’uscita del disco ci informa che i Morso hanno un desiderio: quello di creare una musica senza briglie, uno strumento di espressione e di condivisione.

Personalmente sono convinto che canzoni come Liberaci dal male, Nessuno e centomila, Pieno di istanti, Non si muore ogni dicembre e così via, piaceranno, piaceranno non poco a tutti quegli ascoltatori che sono in sintonia con un genere “musicale” cosi rumoroso…




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