Chiaroscuro, un equilibrio instabile tra calore emotivo e distacco sintetico
Il nuovo album di Michael It’z si presenta come un viaggio attraverso le contraddizioni profonde dell’animo umano, un’immersione nei territori ambigui di luce e oscurità che coesistono senza contrapporsi.
In un paesaggio sonoro che mescola atmosfere dilatate e texture industriali, l’artista esplora un universo in bilico tra nostalgia surreale, frammentazione identitaria e raffinate strutture ritmiche. Tra paesaggi metropolitani sospesi e introspezioni intime, il disco si muove con un equilibrio instabile tra calore emotivo e freddezza digitale, offrendo un’esperienza sonora che sfida i confini tra il naturale e l’artificiale, tra il ricordo e l’astrazione.
L’apertura, affidata a Suspended Air, si distingue per un gioco di pattern metallici e ritmiche frammentate, che si contrappongono ai tappeti ambientali sottostanti. Il ritmo della traccia si mantiene moderato, in perfetta sintonia con il mood introspettivo dell’intero album, riuscendo a mantenere viva l’attenzione e la tensione grazie a delicati arpeggi scintillanti, leggeri ma decisi, che si intervallano con gli strati di droni creando un equilibrio perfetto e ipnotico.
A differenza della prima traccia, in Woven Light le note del pianoforte si combinano armoniosamente con quelle dei synth, attenuando l’atmosfera complessiva e conferendole un carattere profondamente introspettivo. Questo ambient, tradizionalmente freddo e distante, trova invece nel cuore ritmico di matrice IDM la sua nota magnetica, rendendo la produzione irresistibilmente coinvolgente e ricca di sfumature emozionali.
An Immortal Fracture si distingue per la sua cassa dritta, che rende il brano di matrice dub techno irresistibilmente ballabile: tappeti di synth luccicanti e ripetitivi, accompagnati da un beat denso e coinvolgente, guidano l’ascoltatore attraverso un momento dell’album dal forte impatto sia sonoro che emotivo.
Non sempre serve innovare per creare un’opera sublime. Spesso, il segreto sta nel saper mettere insieme le cose con maestria. E questa, forse, è la più grande virtù di Michael It’z: la sua straordinaria capacità di arrangiare il suono.
In questo album, dimostra un istinto naturale nel tessere tensione, slancio e densità, guidando l’ascoltatore in un viaggio sonoro fluido e potente. La sua abilità nel costruire dinamiche coinvolgenti, senza mai perdere di vista l’equilibrio, si traduce in un’opera che pulsa di energia, ma al tempo stesso avvolge con sfumature sottili e raffinate.
Il risultato finale è un mix perfetto di forza e delicatezza, un album che cattura l’attenzione e la mantiene viva, sorprendendo ad ogni ascolto. Una dimostrazione che, a volte, il vero segreto risiede nella maestria con cui si mettono insieme i suoni, creando un’esperienza sonora intensa, emozionante e incredibilmente raffinata.
Nato a Caserta nel 1989, innamorato folle della musica, dell’arte e del basket. Nel lontano 2003 viene letteralmente travolto dal suo primo concerto, quello dei Subsonica, che da quel giorno gli aprirono un mondo nuovo e un nuovo modo di concepire la musica.
Cresciuto col punk e la drum and bass, ama in maniera smoderata l’elettronica, il rock e il cantautorato. Fortemente attratto dal post-rock, dalla musica sperimentale e da quella neoclassica, non si preclude all’ascolto di altri generi definendosi un onnivoro musicale.
