Matteo Milani & Enrico Ascoli: un viaggio che parte dalle mura domestiche

La musica spesso è un anestetico, una via di fuga per superare momenti bui come la pandemia del Covid 19 che in questi giorni continua a colpire l’intero Globo. Intra Muros nasce “tra le mura” domestiche e ti permette di viaggiare con la mente, oltrepassando le barriere architettoniche. Pubblicato il 9 aprile 2020, ma realizzato nei primi giorni di Marzo, il nuovo lavoro di Matteo Milani & Enrico Ascoli è una collaborazione remota che unisce Milano con Torino.

Entrambi i music e sound designer hanno lavorato in numerose produzioni televisive e cinematografiche, partendo dalla loro attività nel creare il commento sonoro alle animazioni, sono riusciti a realizzare undici tracce ambient che simboleggiano i movimenti delle anime in costante equilibrio tra la frenesia e la ricerca di una nuova pace interiore, dando vita a trame sonore coinvolgenti e iridescenti.

Tra calma e tensione, Intra Muros spazia e sperimenta attraverso diversi tipi di linguaggio: si parte con l’ambient rarefatto e atmosferico di Dies I che ci lascia attoniti per la sua forza evocativa e il sound avvolgente, tanto da riprodurre quel senso di protezione che si ha tra le mura domestiche. Quasi tribali le pulsazioni di Dies III, un suono ostico che colpisce la mente e si stratifica grazie a impalcature sonore, frutto di sovrapposizioni di synth e droni leggeri. Con Dies IV si vaga con la mente come alle prese di un viaggio in uno spazio immenso da scoprire. Il suo ritmo lento e calmo presenta la traccia come una sorta di sonorizzazione estemporanea della quotidianità del periodo che stiamo vivendo. Sicuramente più calda delle altre produzioni, Dies VI con i suoi field recordings ci dà la sensazione di essere cullati dalle onde, ma quello che pervade tutto l’album è la tensione elettrica che trova la sua massima espressione in Dies VIII.

Il ping pong creativo tra le menti di Matteo ed Enrico supera le barriere fisiche del loro confinamento e si ricompone nella forma di sculture sonore apparentemente stabili, ma notevolmente articolate: il risultato è un album dall’architettura sonora complessa in grado di farci evadere con la mente.




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