7: una sfida oltre ogni limite

Nel periodo storico del distanziamento sociale il nuovo album del violoncellista cileno Matias Riquelme, 7, in uscita il 31 luglio 2021 per Orbit577, è una dichiarazione di unità e coesione anche in tempi difficili.

Partendo da frammenti sonori ed improvvisazioni inviate da amici musicisti fra Parigi, Santiago del Cile e Barcellona, Riquelme arrangia il materiale di partenza composto da numerosi strumenti, dal violino alla chitarra, passando per sassofono e piano.

Il risultato finale è un album di sette brani e suonato da sette musicisti; un numero evocato non solo nel titolo, ma anche nel filo conduttore che lega tutti i partecipanti: ogni pezzo è, infatti, anagramma della parola “collage”.

A Cello Cog è un elegante dialogo fra violoncello ed il piano di Tazio Caputo, mentre Goo Coal è un’oscura litania arricchita dal violino stridente di Sarah Claman, autrice di un solo di pregevole fattura, ed il sax minuzioso e delicato di Lucas Gaudin: il risultato è una sorta di contrapposizione/incontro fra due strumenti dall’approccio opposto ma complementare.

La chiave di lettura di 7 sta proprio nell’incontro fra strumenti, sia quando si presentano in forme differenti, sia quando iniziano a legarsi fra loro: è il caso di Eal Cage, in cui le percussioni del cajon peruviano al principio si smarcano da piano e chitarra, per poi legarsi indissolubilmente in un incrocio sperimentale.

La quena, detto anche flauto delle Ande, arricchisce Eagle Coo, probabilmente uno dei migliori brani dell’album, complice la straordinaria atmosfera ricreata. Inizialmente è proprio lo strumento sudamericano a prendere la scena, immergendo l’ascoltatore in un mondo a tratti bucolico, ma il pezzo si evolve rapidamente ed offre un doppio assolo, chitarra e sax.

Menzione necessaria per la lunga Log Leg, nove minuti all’insegna di sonorità di un altro mondo, grazie al mirabile legame fra quena e percussioni: il risultato finale è un pregevole viaggio sonoro nella zona occidentale del Sud America.

7 è un album che sfida i limiti che stiamo vivendo e manda un importante messaggio di unità, senza scadere in banale retorica ma attraverso delle collaborazioni attente e mirate, in grado di dar vita a sette brani d’avanguardia.

A Matias Riquelme va dato il merito di aver agito non solo da abile musicista, ma anche da sapiente artigiano sonoro.




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