Come entrare nei tanti mondi di Massimo Pupillo

Massimo Pupillo è uno sperimentatore, una persona curiosa, senza freni. Lo si capisce ascoltando la sua musica devota all’esplorazione sonora. Sono i suoni chetraccianola linea da seguire, Massimo lascia che siano loro a condurlo. Per questo motivo a ogni sua uscita si ha la sensazione di accarezzare l’ignoto. Non sai mai cosa aspettarti perché il bassista degli Zu cambia pelle costantemente. Che sia punk, jazz, metal, musica concreta, improvvisazione, Pupillo riesce sempre a catturare quel senso di meraviglia e di verità che solo la musica sa darti.

The Black Iron Prison è il suo primo album da solista dopo oltre 70 uscite, incluse quelle con gli Zu. Pubblicato il 6 novembre 2020 da Subsound Records, il disco è stato registrato in completa solitudine all’Aerial Studio di Thighpaulsandra in Galles, utilizzando un basso elettrico pesantemente elaborato, sintetizzatori, campionatore e, naturalmente, mixer e registratore.

L’album che prende il titolo dal concetto di Philip K Dick di un sistema onnipervasivo di controllo sociale, ci mette a contatto con una parte profonda dell’animo di Pupillo: le quattro tracce sono un cosmo sonoro in continua espansione in cui  il basso si trasforma in un sintetizzatore.

My Inaugural Address At The Great White Throne Judgement Of The Dead, l’opener del disco, ci culla tenendoci a mezz’aria tra impalpabili tensioni elettriche e voci campionate a metà strada tra un viaggio spaziale e un rito ipnotico, una visione celestiale fatta di microcosmi sonori atti a creare un flusso onirico.

Tra oscillazioni cosmiche che dilatano il tempo viene fuori tutta la suggestione drammatica di Pistis Sophia. Scorrono come gocce su una parete rocciosa i suoni di The Great Tribulation, una strumentale cupa fatta di droni ambientali con la sintesi elettronica che va a esplorare le potenziali timbriche. Con la title track Pupillo si avventura in una suite fatta di impalcature elettroacustiche e musica concreta.

Ascoltare The Black IronPrison è come entrare nei tanti mondi di Massimo Pupillo, un suono viscerale, notturno e solitario che costituisce parte dell’universo sonoro del musicista romano.




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