E la luna bussò

The Moon is Always Full è il titolo dell’ultimo album di Mare Berger, pianista compositrice di formazione jazz, cantautrice (e non di meno attivista); pubblicato il 24 maggio 2020, il disco è un ciclo di canzoni per voci e quartetto d’archi, in collaborazione con Rebecca Sullivan e Jean Rohe voci, Ludovica Burtone e Abby Swidler violini, Joanna Mattrey, viola, Kristen Drymala, violoncello e Ilusha Tsinadze, chitarra / voce.

Otto tracce che gravitano attorno ai temi della luna, simbolicamente rappresentata in quanto concetto di perdita ma anche integrità dell’interconnessione tra noi esseri viventi, laddove iniziare un nuovo ciclo di vita con il rito della semina, intrapreso soprattutto quando in mezzo alla disperazione non è possibile conoscere l’esito della nostra sofferenza, è un vitale ed eroico gesto di speranza.

Dall’impegno per il benessere del nostro pianeta al benessere del nostro umano collettivo la traiettoria è semplice ed intuitiva, eppure la realtà degli avvenimenti ci coglie più volte distratti dalle nostre ricerche individuali e quindi poco consapevoli, spiega l’artista, allora come possiamo vivere più connessi alla terra, più connessi tra noi?

Come possiamo sentire in ogni cellula dei nostri corpi che le nostre vite sono interconnesse, che la nostra sicurezza dipende dalla sicurezza degli altri, davvero possiamo vivere diversamente maturando questo tipo di percezione, si chiede Mare Berger, perché siamo sempre connessi, anche quando ci sentiamo soli, siamo sempre più coinvolti e protesi rispetto alla “fase” in cui ci troviamo, esattamente come la luna è notevolmente più estesa di quel che appare.

Così, nel sibillino e fresco inizio di Even When We Forget il sapore di bouquet fiorito fresco, di ninfe, bucolico e allo stesso tempo, accorato, sorprende; la piccola invocazione costruita su modulazioni struggenti in Stardust porta al soffuso rituale e fino al pacato interrogativo narrato di The Moon Is Full, che è il piano dove l’emozione inevitabilmente si stempera nella commozione.

Praise This Fear annuncia il tipico gusto real country 100%, moto strofico condito di yodel; anticipata sullo scenario fiabesco di Wondering la conclusione di quel girotondo viandante finale si completa in You Are Within, il percorso riappare.




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