Fire and Sea: un nuovo capitolo dell’evoluzione di Machweo

A poco più di un anno dall’interessante free jazz di Primitive Music, Giorgio Spedicato, meglio noto come Machweo, pubblica Fire and Sea, in uscita l’8 novembre 2019 per Hyperjazz.

Un lavoro che sin dalle premesse continua il discorso avviato nell’album precedente e che soprattutto si arricchisce di nuove contaminazioni e influenze. Machweo stesso, parlando della lunga genesi della sua ultima fatica, ha specificato di essersi ispirato alla musica tradizionale del Sud Italia e a quella araba.

Fire and Sea nasce quindi con lo spirito di apertura verso delle culture differenti, con la volontà di potersi arricchire da ciò che è diverso: un fattore non banale in un periodo storico come questo. Ad accompagnarlo in questo progetto c’è il suo quartetto jazz, che bilancia beat elettronici da clubbing.

Il brano d’apertura, Free, è una dichiarazione d’intenti: tutte le premesse da cui parte l’album sono presenti nei tre minuti del pezzo, che si destreggia fra strutture libere ed ariose, in grado di incanalare tutti le influenze che hanno ispirato l’artista di Carpi. La presenza di Populous arricchisce Kalimbada, una delle tracce più riuscite dell’album, grazie alla fusione fra ritmi elettronici ossessivi e la kalimba, strumento a percussione africano formato da una serie di lamelle in legno o metallo applicate su una scatola che fa da cassa.

Clap mette in mostra la natura più free dell’album, così come quella più orientaleggiante e tribale, mentre Focara dimostra quanto l’influenza della musica del Sud sia stata ben assorbita e trasformata. Chiude Lu Rusciu, una sorta di continuo di Focara ma dalla struttura ancora più libera, protagonista il sax.

Complessivamente, Fire and Sea è sicuramente un lavoro di livello, probabilmente anche migliore del precedente. Machweo è riuscito a fare tesoro delle influenze che ha ricercato per quest’album, ma non si è snaturato, facendo rimanere immacolato il suo sound ma con degli elementi in più che non hanno fatto altro che arricchirlo.

La piega musicale presa dall’evoluzione di Machweo è incoraggiante e ben indirizzata: non possiamo far altro che sperare in un sequel all’altezza.