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Annihilating Grace of Infinity: un viaggio sonoro tra distruzione e rinascita

Pubblicato tramite Holotone, Annihilating Grace of Infinity è un viaggio sonoro che sfida i confini del possibile, dove il basso elettrico diventa un’onda potente e distorta, un’eco di mondi interiori e distopie.

L’album d’esordio di Leiche, il nuovo progetto solista di Marco Donnarumma, guida l’ascoltatore attraverso frammenti elegiaci e vaste distese di distorsione, disegnando paesaggi sonori tanto desolati quanto vibranti di vita nascosta.

Una fusione di gravità e leggerezza, di distruzione e rinascita, che invita a esplorare le profondità di un’inquietudine contemplativa, dove il suono si trasforma in un mezzo di resurrezione. Un’esperienza intensa, un’evocazione di spazi e emozioni che sfuggono alle definizioni convenzionali.

Il fervido e evocativo immaginario di Leiche si manifesta sin dalle prime note di Coldest Sun, una deriva notturna rarefatta e malinconica che avvolge l’ascoltatore in un’atmosfera soffusa e introspettiva. In questa traccia, il timbro del basso viene parzialmente distorto, trasformandosi in una struttura di droni che si intrecciano fino ad ottenere una base sonora sospesa nel vuoto. Su questa tessitura, i fraseggi dello strumento si sviluppano in modo ruvido, con accenti taglienti e decisi, creando un contrappunto tra la quiete e la tensione, tra il morbido e il disturbante. È un viaggio sonoro intenso, capace di evocare immagini e sensazioni profonde, rendendo Coldest Sun un’espressione potente della poetica di Leiche.

Brani come Roots & Rot trasudano passione e libertà, privi di vincoli e condizionamenti imposti. Sono caratterizzati da un sound magmatico e in costante evoluzione, in cui si parte dalla sorgente sonora del basso per plasmare un paesaggio sonoro che oscilla tra trame drone e texture materiche, come se lo strumento fosse sull’orlo di una crisi di nervi, pronto a cambiare repentinamente rotta. Un sound altamente instabile e imprevedibile, che cattura l’ascoltatore in un viaggio sonoro senza limiti, sempre in movimento e in continua trasformazione.

Mentre i fraseggi del basso risuonano in modo libero ed emotivamente carichi, saturi di distorsione e tensione, come in Vertigo, le creazioni di Leiche vengono ripetutamente distrutte e ricostruite, dando vita a un ciclo incessante e ossessivo, simile a un loop infinito. Questa tensione irrisolta, tra distruzione e rinascita, accompagna l’ascoltatore in un viaggio di consapevolezza: la distruzione diventa infatti il mezzo per una rinascita su piani e tempi diversi. Il basso, unico strumento dell’album, viene potenziato da feedback, pedali e mixer, espandendo le sue possibilità in gamme estreme e instabili.

La musica di Annihilating Grace of Infinity, suonata e registrata dal vivo, si trasforma così in un atto di ribellione, un’espressione libera da vincoli e condizionamenti. In questo modo, Leiche si configura come l’esempio più autentico di un artista che mira a superare i propri limiti, trasformando la distruzione in una potente forma di rinascita, in un ciclo perpetuo di morte e resurrezione che invita l’ascoltatore a riflettere sul potere rigenerante della musica stessa.



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