Lei, (No) innocence: intime contaminazioni urbane

Esplicito intento sensuale drammatico per Innocence, lavoro multisfaccettato d’esordio per l’elettronico dark ambient duo bolognese Lei, (No) innocence, formato da Gabriele Chinè Milieri e Giuseppe Cassano.

Fonti sonore che si rifanno a suoni ampiamente atmosferici ed analogici, come i destrutturati echi di piano, chitarre, archi, batterie acustiche, field recordings per questo concept uscito lo scorso 7 dicembre 2018.

Mixato e prodotto dal duo, corredato altresì da artwork composto da vari scatti modificati (foto originali ad opera di Lewis Hine), appartenenti alla collezione National Child Labor Committee soprattutto di donne e bambini, che documentano le condizioni di lavoro negli Stati Uniti intorno ai primi del 900, suggerisce evidenti contaminazioni elettro urbane che si rincorrono all’interno di 10 movimenti ovvero decostruzioni progressive: un allestimento di ponti destinato all’elaborazione del concetto di purezza e solitudine, violenza tenera ed inafferrabile.

In questa precaria struttura si mescolano affollamenti e aggregazioni sonore, l’istinto procede con ingordigia e fagocita la dimensione più intima; estasi e nel contempo misura, si propagano laddove sussurri di richiamo si trasformano in echi sopraffatti da spigoli in demolizione.

Lavoro di destrutturazione che ha comportato una gestazione di oltre un anno e che ha suggestionato e coinvolto le vite private dei componenti corrispondendo fragori di inquietudine ed intensità.

Come il tema lontano di Else appoggiato sul fiato, sabbioso e velato, che si rafforza nelle interruzioni e rievoca il flusso del sangue; la particella d’un ipotesi in Windblown, corredato di video disponibile su richiesta dichiaratamente vietato ai minori, è narrazione elemosinante sul ritmo serrato, il crescendo sensuale sfocia in apoteosi, pulsazioni che cedono all’onda di vento; compare il buio che si conforma nei sussurri in Purple mentre i frammenti ritmici descrivono paura e controllo agli antipodi, come unica possibile conoscenza.

Si evidenzia Otherwise, primo singolo estratto, accompagnato da una versione soft (non esplicita) di quelli che saranno i visual durante i live-set. Si tratta di filmini di vintage porn, databili intorno alla fine degli anni ’60, qui utilizzati, digitalizzati e destrutturati seguendo un processo artistico non dissimile da quello della produzione del disco.

Leggi l’intervista ai  Lei, (No) innocence (https://www.radioaktiv.it/lei-(no)-innocence/)




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