Laurisilva: un rigoglioso ecosistema di sperimentazioni

A due anni dalla pubblicazione dell’Ep d’esordio Nights/Lights per The Tapeworm, Laura Agnusdei propone un nuovo interessante lavoro: Laurisilva, il suo primo album solista (in uscita il 29 novembre, sempre per la stessa etichetta).

Composto, prodotto e missato tra Bologna (dove la giovane musicista ha conseguito il diploma in sassofono classico al Conservatorio G.B.Martini) e l’Institute of Sonology di Den Haag (dove ha arricchito il suo background scolastico con un master in elettronica), il disco vanta tra le sue collaborazioni: Alla Blehman, Giacomo Bertocchi, Elisabeth Lusche, Chloë Abbott, Riccardo Marogna e Thomas Reyna (mastering a cura di Daniele Fabris).

Il titolo del lavoro, Laurisilva, richiama un paesaggio subtropicale caratterizzato da specie botaniche della famiglia delle Lauracee (curioso come l’etimo della pianta rimandi al nome dell’artista). L’album racchiude un brulicante ecosistema sonoro, la cui genesi è il risultato dell’incontro tra ibridazione analogica e digitale; la timbrica dei fiati ossigena i tappeti proliferativi elettronici, come raffiche impro che si levano dalla natura dronica e rigogliosa del sintetizzatore. Trame intracorporee dai suoni oscuri arricchiscono il sottobosco compositivo di questo lavoro, volgendo a visceralità elettroniche, contorsioni rumoristiche e tribalità ambient (come in Epiphyte Blues). Il sassofono di Laura Agnusdei, con le sue sfumature tensionali ed emotive, si muove fra attitudini sonorizzanti e virtuosismi sbrigliati, pur lasciando spazio agli inserimenti dei vari ospiti.

Da queste venature orchestrali derivano polifonie cinematografiche, che dominano sulle basi dal design elettronico kitsch, riecheggiando come vere e proprie cantilene lisergiche sulle efflorescenze elettroniche (ad esempio in Jungle Shuffle e in Golden Kites). Shaky Situation, nel bel mezzo dell’album, sembra voler avvicinare l’ascoltatore ad una prospettiva più leggera, pur costruendosi sulla complessità di un puzzle sonoro assemblato con loop vocali, ritmiche elettroniche più rotonde e tasselli di clarinetti, flauti e alto sax incastrati tra loro.

In sintesi, Laurisilva si conferma come un’interessante proposta di ricerca sonora. La perfetta simbiosi tra le sfumature più convenzionali della musica “classica” e le vastità cosmiche della sperimentazione.