Something Wicked This Way Comes: un viaggio nell’oscurità profonda de La Furnasetta
Nel cuore di un’epoca di provocazioni e sperimentazioni, La Furnasetta torna alle origini con Something Wicked This Way Comes.
A un anno da Infernot ricco di ospiti, featuring e provocazioni stilistiche, con questo nuovo album il collettivo genovese ci conduce in un viaggio nell’archeologia industriale del metal più oscuro, dove le atmosfere rarefatte e gli echi di chitarre ronzanti evocano più che raccontare attraverso un’ossessione sonora senza orpelli.
Un’evocazione perpetua, un rantolo che si dissolve nell’ombra, un’estrema sintesi di doom industriale che sfida i confini del genere.
Elephant Cemetery si presenta come una discesa sempre più profonda nell’inconscio, una lunga composizione che trascina l’ascoltatore in un abisso oscuro attraverso funeree distorsioni di chitarra e bordoni implosivi, come se ci si lasciasse lentamente inghiottire dagli inferi stessi. Tra un respiro affannoso e un clangore di catene, la musica diventa un viaggio inquietante e ipnotico, un’immersione visceralmente intensa negli abissi dell’anima.
A seguire, Ode to the King, la terza traccia dell’album, sorprende per il suo inizio meditativo, impreziosito dai suoni ipnotici dell’arpeggiatore che si interrompono bruscamente, lasciando spazio a un’ondata di noise evocativa e disturbante. Questa composizione si distingue per la sua dimensione ambient oscura e implosiva, che si alterna abilmente a momenti di feroci esplosioni di rabbia, creando un equilibrio tra introspezione e aggressività. La traccia si rivela così un viaggio sonoro intenso e affascinante, capace di coinvolgere l’ascoltatore in un’atmosfera misteriosa eppure carica di energia distruttiva.
Nella traccia White Star Resurrection, una linea di basso minacciosa e inquietante si intreccia con una voce narrante altrettanto cupa e suggestiva, creando un’atmosfera tesa e disturbante. Droni soffocanti e basse frequenze avvolgono l’ascoltatore, generando un senso di costante tensione che tiene col fiato sospeso. Questo paesaggio sonoro si rivela degno delle migliori colonne sonore da film horror, immergendo l’ascoltatore in un universo oscuro e disturbante, dove ogni dettaglio contribuisce a potenziare un mood di suspense e mistero.
A differenza del suo predecessore, Something Wicked This Way Comes è un album meno potente ma sicuramente più viscerale e abrasivo, devastante in termini d’impatto emotivo. Siamo di fronte a un lavoro ispirato, che mette in mostra i diversi elementi del sound de La Furnasetta. La loro capacità di esplorare l’oscurità più profonda si traduce in un’opera fatta di atmosfere rarefatte, distorsioni e suoni disturbanti. È un viaggio immersivo e inquietante, un’esperienza che invita l’ascoltatore a confrontarsi con le proprie ombre, lasciandolo inghiottire lentamente dagli abissi stessi che la musica evoca.
Nato a Caserta nel 1989, innamorato folle della musica, dell’arte e del basket. Nel lontano 2003 viene letteralmente travolto dal suo primo concerto, quello dei Subsonica, che da quel giorno gli aprirono un mondo nuovo e un nuovo modo di concepire la musica.
Cresciuto col punk e la drum and bass, ama in maniera smoderata l’elettronica, il rock e il cantautorato. Fortemente attratto dal post-rock, dalla musica sperimentale e da quella neoclassica, non si preclude all’ascolto di altri generi definendosi un onnivoro musicale.
