Bee Extinction con Kuthi Jin: dalle derive decostruttive alle rigenerazioni sonore

In uscita il 2 febbraio per ArteTetra, Bee Extinction è storia nuova per il producer Giancarlo Brambilla (aka Kuthi Jinani, founder delle label Heel.Zone e Clam).

Sulle scie bass-breakcore, dei sentori IDM, post industrial e dnb delle precedenti fatiche elettroniche, quest’ultimo lavoro si inoltra in paesaggi acustici decisamente insoliti, ma allo stesso tempo coerenti con lo scenario post-apocalittico suggerito dal titolo.

Bee Extinction si lega ad un linguaggio alternativo, lontano dai canoni di genere, con un sound brulicante che si fa specchio di istanti di vita auto-rigenerativa. Una suite acusmatica divisa in tre tracce, ibrido tra tecnologie digitali e campioni ambientali. La nuova proposta di Kuthi Jinani affonda le radici in un noise sperimentale, tra ragnatele sintetiche e sovrapposizioni di elettronica claustrofobica, giocando con le soluzioni poliritmiche più violente in contrasto con sospese eco-dilatazioni.

Frequenti i droni implosivi a spezzare i saltuari decorsi statici; di rara perfezione la resa dei suoni della materia. Il risultato è uno spaccato sonoro che riproduce l’orchestrazione di un ecosistema digitale in continua mutazione, spaziando dagli ambienti più cupi e disorientanti a quelli più placidi. È un lavoro dalla forte ricerca fisica e lo dimostrano i paesaggi rumoristici, contaminati di stretching, tagli spastici e cinetiche modulanti. Le distorsioni intensificano l’impatto generale in un insieme di ruvide saturazioni cyber, così che, dai momenti più brutali e alienanti, il registro fonetico possa addolcirsi mediante l’impiego di istantanee ambientali e timide comparsate synth.

Bee Extinction si dimostra un lavoro coinvolgente, a dispetto delle sue derive estreme; emerge chiara l’esigenza di distruggere gli schemi sonori di genere per dare spazio a forme nuove. Come percepire i segnali sensoriali di un ecosistema che, raso al suolo, vuole tornare in vita dai suoi aridi resti.




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