Koralle: l’evoluzione verso una nuova direzione

«Koralle è un viaggio ad occhi chiusi nei ricordi, un racconto di piccole storie quotidiane e un omaggio alle mie radici hip hop. Ho impastato il groove con i suoni polverosi di dischi jazz, sintetizzatori e field recording. Ogni beat è come un oggetto ritrovato in fondo al mare, i sample emergono dalla profondità di una collezione di dischi e trovano un nuovo senso trasformati, come i coralli dal fondo dell’Oceano» è così che introduce la sua nuova creatura Lorenzo Nada.

Il passaggio da Godblesscomputers a Koralle è la naturale conseguenza di chi l’hip hop lo vive a 360 gradi, potremmo definire Lorenzo un vero onnivoro del genere, sempre alla ricerca di nuovi album per campionarli.

Uscito il 29 marzo 2019, Collecting, Vol.1 è il primo Ep col moniker Koralle, pubblicato per Melting Pot Music.

Munito del suo Akai MPC, Lorenzo ha dato alla luce cinque nuovi beats con influenze che spaziano dal jazz all’abstract hip hop da J Dilla a Taylor McFerrin.

Lost ci guida in una atmosfera lounge dal beat marcato. Il basso è carico di groove, ai field recording il compito di dare le sfumature alla traccia.

Con Smoke ci addentriamo in una traccia quasi soul, calda, magnetica e ammaliante, mentre Everyday (I Miss U) profuma di romanticismo: i sintetizzatori sono avvolgenti, ricreano il suono di arpa, il tutto ruota attorno al suono del basso e del beat.

Il basso slappato di Friends con i synth acidi vengono ammorbiditi dai campioni dei fiati, mentre nella seguente We Lose è forte l’influenza jazzistica. Chiude l’Ep Pijama, atmosfera sognante con un piano rhodes caldo che ci consegna un’altra sfumatura di Koralle.

Collecting, Vol.1 mette in evidenza una versione 2.0 di Godblesscomputers, Koralle è la sua parte più sperimentale e astratta, i beats, tutti molto brevi, godono di una libertà compositiva andando ad attingere da tutto il background di Lorenzo Nada.