Kiwi666, alle prese con la sua natura sbagliata

Figli del lockdown 

Se è vero che ogni uomo è figlio del suo tempo va da sé che ogni artista è figlio del suo lookdown.  Ormai sono due anni che conviviamo con questa pandemia mondiale che ha costretto ad abitudini solitarie la maggior parte di noi. In momenti del genere, poi, ci si trova a riflettere, a pensare, inevitabilmente si crea. 

Si è assistito, infatti, alla proliferazione di una vasta produzione artistica, proprio come nel caso di Kiwi 666, all’anagrafe Roberto Andres Lantadilla. 

Il cantautore, cileno di nascita e padovano d’adozione, ha registrato e racchiuso nel suo Ep d’esordio il frutto di tutta una serie di processi liberatori che l’hanno portato a scrivere di nuovo dopo tantissimo tempo, anche grazie agli innumerevoli lockdown. 

Il 9 luglio 2021 è uscito Wrong nature per la Selvatico Dischi, luogo non fisico di presentazione di un personaggio ancora un po’ nell’ombra, silenzioso, non troppo remissivo, completamente autentico. Kiwi666 è ancora non fuso e refuso nell’altro e dall’altro, tale che la sua scrittura appaia leale, accompagnata da una melodia che, come racconta lo stesso cantautore, risuona ancora nella sua cameretta.

Un lavoro che affronta le radice del pop-psichedelico anni ’60, condendo il tutto con un’estetica lo-fi che lo rende più vicino ai tempi moderni. Oltre questo, dall’Intro a brani come Winter Song ,Fight or Flight, fino a After Nature che chiude, ultima e settima traccia del’Ep, Roberto fa un’evoluzione in cui è evidente il suo uscire fuori da sé stesso, analizzare ciò che si ha tra le mani e renderlo attraverso la musica. 

Ci si augura che questo studio dentro sé stesso continui e che Kiwi666 possa, anche senza  altri lockdown, far emergere la propria natura e le sue riflessioni.




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