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I Kiasmos risorgono dalle ceneri!

Dieci anni fa debuttavano con un album omonimo tanto accattivante quanto cerebrale, ritagliandosi un proprio spazio in un territorio elettronico abitato da Jon Hopkins e Nicolas Jaar. I Kiasmos si son fatti largo a suon di sottili sfondi techno sui quali scorrono frammenti sonori creati dal pianoforte a coda.

Dal 2017 il silenzio più totale, rotto finalmente dalla pubblicazione via Erased Tapes dell’Ep Flown, tre canzoni dall’atmosfera quasi ultraterrena, volando in un nuovo territorio che atterra dolcemente, da qualche parte tra le nuvole, tra elettronica, classica, ambient e rave.

La title track è stata ispirata dalla musica elettronica britannica e dalla classica moderna, un brano gentile e sognante che si apre con un ritmo meccanico usato per spingere le fragili melodie del piano, delicate come acquerelli. La traccia combina il battito meccanico e le possibilità sonore della techno con i momenti estasianti dati dalle parti orchestrali.

A seguire Told è un brano da club: l’iniziale e incantevole progressione del pianoforte viene inghiottita dal beat, mentre le linee di synth sembrano provenire dal nulla, come scintille di luce vibrante. Il climax arriva nella parte centrale quando il compositore islandese Ólafur Arnalds e il musicista faroese Janus Rasmussen stratificano le parti elettroniche con quelle orchestrali rette da un kick bello dritto. Il risultato è una composizione incantevole, una via di mezzo tra l’elettronica all’Apparat e le morbide e toccanti atmosfere in stile Sigur Ros.

L’ultima delle tre, Dazed, è caratterizzata da un tempo lento e uno stato d’animo contemplativo. Pianoforte e sintetizzatori s’intrecciano su un sottofondo ambientale costruito campionando i suoni della foresta pluviale. Un brano in cui puoi perderti ad ascoltare i dettagli dei suoni naturali mentre il finale sembra la naturale estensione della musica di Arnalds con l’utilizzo dell’avvolgente orchestra che lentamente va sfumando.

I Kiasmos risorgono dalle ceneri esplorando nuovi territori musicali, la forza del duo non sta nella complessità delle loro composizioni, ma nelle sfumature che ottengono dai loro strumenti.



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