Kate Tempest e la sua lezione sulla vita

Prima di approcciarsi a The Book of Traps and Lessons, in uscita il 14 giugno 2019 per Caroline International, è necessario prendere coscienza di come si può esprimere il concetto di musica. In che modo l’ascoltatore fa suo questo pensiero? In che modo l’artista può esprimerlo, scisso da tutto ciò che riguarda schemi, dogmi e barriere, per dar vita alla freschezza dell’emotività e della libertà? È qualcosa di estremamente personale e soggettivo, certo. Ma allo stesso tempo è una chiave fondamentale per riuscire a capire, sentire e, soprattutto, amare l’ultimo lavoro di Kate Tempest. È, soprattutto, catarsi musicale.

Scrittrice, poetessa e rapper, l’artista inglese con il suo ultimo album ha abbracciato, nello stesso momento, tutto e niente. Questo perché se musicalmente c’è la pura e sola essenzialità, con dei suoni flebili volti ad accompagnare l’onnipresente spoken word, d’altra parte la completezza del “tutto” si riscontra nella forza delle parole della Tempest, nei temi toccati, nello spaccato della vita proposto in un lavoro impossibile da comprendere senza leggere i testi e senza arrivare a capire che, come suggerisce lo stesso titolo, questo lavoro è un libro a tutti gli effetti, e le tracce sono delle pagine collegate imprescindibilmente l’una dall’altra.

Inutile e, probabilmente, scorretto provare a selezionare accuratamente, in maniera meccanica, e, forse, inumana, i versi più emotivamente forti o significativi: nessuno sano di mente vivisezionerebbe a questo proposito I fiori del male di Baudelaire o una raccolta di poesie di Majakovskij.

Ognuno ha la possibilità di ritrovare una parte di sé stesso o delle proprie idee in The Book of Traps and Lessons, perché c’è realmente di tutto, dall’analisi umana più schietta e spietata di Three Sided Coin all’amore per la sua compagna in Firesmoke, passando per Keep Moving Don’t Move, forse il momento migliore dell’album, e la sua deriva esistenzialista. Impossibile non sentirsi rapiti dall’eleganza di Hold Your Own, così com’è difficile non commuoversi nella dolorosa People’s Faces, voce e pianoforte per un inno alla resilienza e al coraggio.

Melodie armoniose, passaggi jazz, atmosfere delicate, intrecci intimi accompagnano l’album nel migliore dei modi, senza risultare mai troppo invasivi e lasciando spazio alla forza possente della semplice parola.

The Book of Traps and Lessons è un lavoro fondamentale, destinato ad essere uno dei migliori di quest’anno e, si spera, non solo. Dedicato a chi vuole andare oltre, a chi ha bisogno di usufruire della musica, dell’arte e della letteratura per superare tutto. Dedicato a chiunque cerchi, anche solo per 45 minuti, qualcosa sulla vita.