Joel Gabrielsson: l’intensità emotiva di Citadel

Arriva dalla Svezia, ha poco meno di trent’anni e grandi ambizioni (lecite). Cantante, chitarrista e autore delle proprie composizioni, Joel Gabrielsson, è tra i profili più interessanti del panorama cantautorale indie-pop europeo.

Il suo primo Ep, Citadel, in uscita il 12 marzo per Jivvär records, seppur composto di sole quattro tracce per complessivi quindici minuti di musica, ci dà un assaggio delle ottime qualità creative di cui il giovane è in possesso. 

Se la voce sicura ma flebile è probabilmente l’elemento dominante delle quattro composizioni, i raffinati tappeti armonici e le atmosfere evocative sono altrettanto penetranti e richiamano alla memoria l’opera di personaggi come Thom Yorke, Sufjan Stevens e Bon Iver, che hanno consolidato o costruito il proprio successo proprio sull’intensità emotiva della loro musica.

L’Ep, prodotto da David Åhlén e mixato da Manne von Ahn Öberg, vede la partecipazione di diversi musicisti che hanno offerto il loro prezioso contributo tra cui il pianista Andreaz Hedén, il violoncellista Svante Henryson, il batterista Anders Hedlund,il bassista Jonas Nilsson, Emily e David Åhlén, rispettivamente cori (la prima),  armonica e synth (il secondo) . La prima traccia dell’Ep è l’introspettiva Citadel, title track dal tono solenne seppur leggermente malinconico che cerca di indagare, come d’altronde l’intero lavoro,  la dimensione interiore dell’essere umano allo scopo di acquisire maggiore consapevolezza di quello che è, quello che è stato e sarà.

Il linguaggio musicale è coerente con questa questa ricerca e si avvale di pochi elementi, quelli di volta in volta essenziali.

Se Citadel è più doma, Remain invece ha una decisa spinta ritmica, e gode di un pregevole arpeggio chitarristico che allude a Greenwood e Yorke (chitarra solista e ritmica dei Radiohead) e alle loro recenti produzioni.

Morning Light,  traccia per la quale è stato girato anche un videoclip, disponibile su Youtube, è per usare le parole di Gabrielsson “un’ode alla brevità”, un invito ad apprezzare le piccole cose come la tenue luce mattutina. 

La chiusura dell’ Ep è affidata a Wimber, composizione acustica con un testo quasi sussurrato e una culla armonica carezzevole e leggera.




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