Le improvvisazioni oscure dei Joel Fausto & Illusion Orchestra

L’incrocio per un’altra realtà e metamorfosi incarna il nuovo album di Joel Fausto & Illusion Orchestra dal titolo Inside The Throat Of A Giant Insect, uscito lo scorso 17 dicembre per SlowDriver Productions appare come un sogno profondo, trascendente ed oscuro, evidentemente influenzato dalle improvvisazioni del Dark Jazz.

I Joel Fausto & Illusion Orchestra nascono nel 2008 in Portogallo, come compositore Fausto che ha anche lavorato per alcuni cortometraggi, Déjà Vécu (2015) diretto da André Leite e Péu Barbosa dal Brasile e Berlin Hustle (2016) diretto da Laurent Daniels, dimostra una scrittura caratterizzata da emozioni spaventose, luoghi mentali spiegati attraverso le ossessioni, di paura e morte, d’amore, ma anche di paranoia e di scenari surreali, il suo mix sonoro tende a cambiare considerevolmente da un album all’altro, fluttuando tra Jazz, Dirty Blues, Experimental Rock, Soundscape o Dream Pop.

Meet Me In The Bottom è stato il primo album autoprodotto nel 2008, titolo ispirato al Blues of Pink Anderson, 40 minuti per descrivere finemente un paesaggio sonoro strano e inquieto con una colonna sonora sperimentale densa di elementi jazz. Nel 2013, il secondo album, Illusion Orchestra At The Gloomy Club, che è stato pubblicato dall’etichetta irlandese Psychonavigation Records e poi il terzo, Hello che è stato pubblicato nel 2016 da Slowdriver Productions, una storia disagiata e in fondo intrigante che mette insieme Dream Pop con Dirty Blues e Experimental Rock.

Nelle realistiche atmosfere oscure di questo nuovo album Fausto utilizza vari strumenti, come il sassofono, vibrafono, la chitarra e altri effetti elettronici insieme, per creare la particolare miscela di jazz e di influenze ambientali che caratterizzano l’atmosfera del disco, dalla fascinosa e surreale intro di The Bug, con il suo minutaggio imponente, al torbido The Hole, per curiosare nei raffinatissimi meccanismi emotivi e creativi della mente nati attorno alle percezioni, e da esse provare a mutare, o almeno provare, senza freni.