Vestiges of Nature: l’emozione secondo Internazionale

Dal 2015 ad oggi, Mikkel Valentin Dunkerley, meglio noto come Internazionale, ha sperimentato senza sosta il mondo dell’elettronica e con una a dir poco produttiva produzione (circa due album all’anno) ha dato vita a sonorità che giocano fra ambient, minimal synth e drone.

In uscita il 25 novembre 2021 per Janushoved (etichetta fondata dallo stesso Dunkerley), Vestiges of Nature è il nuovo capitolo all’interno di questa costante esplorazione musicale. Si tratta dell’album del danese che più di tutti risente di questi tempi e il sound si fa più vulnerabile e, se possibile, ancora più introspettivo.

Un dramma costante ed una perenne sensazione di angoscia permeano l’intero disco, che sin dalla title-track, posta in apertura, avvolge l’ascoltatore in un tetro mantra in cui l’eleganza della viola si fonde sapientemente con un tappeto elettronico frastagliato. Ma guai ad immaginare le altre tracce come un semplice sequel della prima, perché i toni cambiano sin dalla successiva Stronger Togheter, in cui sono proprio ritmi caldi e avvolgenti, intervallati da picchi improvvisi, a dominare la scena.

E ancora: Bid on Rescue è una drum and bass dalla doppia faccia, tanto inquieto quanto esagitato; rumori e momenti noise (le ansie sotterranee di Birds of Paradise) si alternano a ballate intime e sognanti, come l’avvolgente ambient di The Sun is Red, in collaborazione con Loverman. Spiccano gli ultimi due brani: A World Only Visible Through Song, che vede la presenza del progetto ambient Ryong, è una catarsi spirituale pregna di un’eleganza d’altri tempi, complice un canto corale ricco di pathos; in chiusura, Lament for the Great Barrier Reef non solo continua il discorso del pezzo precedente, ma lo amplia attraverso sonorità alienanti, che rendono il brano una proiezione nel futuro dalle forti tinte space.

Vestiges of Nature è un album complesso e criptico, come del resto ogni lavoro di Internazionale. Eppure a differenza di altri lavori più cervellotici, il suo ultimo disco è ricco di emozioni e riesce a trascinare l’ascoltatore in un’altalena di emozioni. Va dunque premiato il coraggio di Dunkerley, che mantiene alta l’asticella della qualità nonostante una produzione priva di interruzioni.




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