IL COSA: tra elettronica e Rimbaud

IL COSA è Ilario Promutico, bassista e musicista elettronico di Frosinone trapiantato a Bologna. Dopo aver pubblicato il suo primo Ep, Testone, nel Giugno del 2020, Promutico ha rilasciato il nuovo singolo Razza di idiota che anticipa l’uscita del suo lavoro discografico previsto per il 28 maggio 2021.

Partiamo subito dalle presentazioni, chi è IL COSA, perché questo nome e qual è il tuo background musicale

Ciao! IL COSA è Ilario Promutico, nato a Frosinone nel 1987 e trapiantato a Bologna da qualche anno. Il Cosa è anche il fiume che attraversa la mia città d’origine, particolarmente inquinato. E’ una figura retorica per dire molte cose, tra cui che vengo dalla provincia e che la mia musica è contaminata. Il mio background musicale è molto ampio ma ho da sempre particolari simpatie per le sonorità estreme o difficili da catalogare.

Razza di Idiota è… Completa la frase, a quale personaggio della nostra società potrebbe riferirsi il titolo del tuo nuovo brano?

Razza di idiota è uno stato mentale, tutti possono diventare come il protagonista della canzone.

Il brano è la storia di un personaggio ammorbato dai doveri che aspira a regredire ad uno stato bestiale. Come è nata l’idea di questa traccia?

Ho proposto il featuring ai Conniventi quando c’è stato il primo lockdown: eravamo tutti presi male chiusi in casa e mi è sembrato il momento giusto. Il testo è un collage di versi tratti da “Le illuminazioni” di Rimbaud, da cui prende anche il tono catastrofico, ma non essendo opera mia non mi sbilancio troppo a parlarne. La canzone racconta del sentirsi schiacciati da una vita composta da cose che non decidiamo e che ci opprimono.

Come è nata la collaborazione con i Conniventi? C’è la possibilità che in futuro la tua musica sia ancora arricchita da parti vocali?

I Conniventi sono miei cari amici e conterranei di Frosinone, ci conosciamo da tanti anni e avevo già lavorato alla registrazione e al mixaggio del loro primo album. Abbiamo molti ascolti in comune e da tempo c’era la voglia di fare un brano insieme. Gestire una voce e un testo serio durante la produzione del brano è stato stimolante e, anche se IL COSA resta un progetto prevalentemente strumentale, di certo non mancheranno altre occasioni.

Questa uscita fa da collante tra l’Ep Testone uscito nel giugno del 2020 e il nuovo album che uscirà il 28 maggio prossimo. Cosa è cambiato dall’anno scorso ad oggi? Quali novità dobbiamo aspettarci dalla tua musica?

Prima di Testone IL COSA esisteva già da qualche anno ma solamente nella forma live, il primo Ep è nato dalla volontà di registrare il materiale che ho suonato nei live dell’anno precedente. Dalla sua uscita ho continuato a scrivere nuova musica provando workflow diversi e le collaborazioni sono state un modo creativo per affrontare il lockdown. Iato è una raccolta di collaborazioni, esperimenti e b-sides che ho messo da parte mentre lavoravo ad altro. Un racconto su questa fase transitoria del progetto.

Sei un musicista molto attento alla strumentazione, sempre alla ricerca di nuovi “giocattoli”. Attualmente da cosa è formato il tuo set up.

Durante il primo periodo con IL COSA ero in piena esplorazione modulare e il mio setup era composto principalmente da un sistema eurorack di medie dimensioni. In quel momento, per esercizio/studio, ho messo da parte il basso e il sampling, a cui sono molto legato e di cui ho bisogno per esprimermi al meglio.

Dopo aver capito cosa mi interessava dell’approccio modulare e cosa no (e non essendo animato da spirito di collezionismo), ho deciso di ridurre sensibilmente il mio sistema eurorack. Ora ho un piccolo case che affianco ad un Digitone e ad un Octatrack che sto ancora studiando. E’ quasi tutto qui. Sento di essere giunto dopo tante fatiche ad un checkpoint stabile e importante del mio setup. Ben bilanciato per l’aspetto di produzione così come per la dimensione live.

Dove si vede IL COSA tra dieci anni?

Non ho un piano preciso. IL COSA è un progetto che cresce con me e che continuerò fino alla morte, per ora mi basta sapere che fra dieci anni sarò più bravo e maturo di adesso.

Prima di salutarci, lasciaci con una citazione che ben rappresenta la filosofia de IL COSA.

“Stai per entrare in una valle di lacrime”



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