L’ultima festa con Hifiklub + Duke Garwood & Jean-Michel Bossini

Noto per il suo approccio sperimentale e il costante desiderio di ricerca, il trio rock Hifiklub, ha esplorato in lungo e in largo, dal pop alla musica tradizionale,con più di 150 collaborazioni attive alle spalle. Oggi con Last Party On Earthil trio di Tolosa approfondisce il linguaggio della musica contemporanea.

L’album, pubblicato il 7 dicembre 2021 da Subsound Records, è nato dalla sinergia tra l’ensemble francese con il compositore contemporaneo Jean-Michel Bossini e il cantante Duke Garwood.

Mixato da Alain Johannes (Queens of the Stone Age, Them Crooked Vultures, Eleven), Last Party On Earth è arricchito dalla partecipazione del trio d’archi Anpapié, Alice Piérot al violino, Fanny Paccoud alla viola ed Elena Andreyev al violoncello.

Circondate da misticismo e oscurità, le dodici tracce sono pervase da un’atmosfera fredda e tormentata che trascina l’ascoltatore in una dimensione cinematografica.

L’opener Lake Of Trees è una stupefacente creazione: l’inizio della narrazione è affidata alla dirompenza degli archi che aprono la strada alla chitarra. All’ingresso della voce di Garwood si ha la sensazione di ascoltare un album di TehoTeardo & BlixaBargeld: il timbro ammaliante del polistrumentista inglese viene enfatizzato dal connubio chitarra – batteria. Il finale riprende la parte iniziale per un brano ciclico.

Con la successiva Eye Of The Road la struttura del brano diventa più articolata, la chitarra dall’atmosfera blues accompagna il cantato quasi declamato dando vita ad un brano ipnotico e teatrale.

In Ancestors In Stone Jean-Michel Bossini disegna le partiture degli archi architettando un movimento notturno e cinematico. L’andamento irregolare della traccia incornicia la voce profonda di Garwood che in questo brano dà sfoggio di una delle performance migliori e meno impostate del disco.

Gli splendidi arrangiamenti degli archi partono in maniera lenta e avvolgente ricamando l’atmosfera solenne e inquieta di Deep As The Sun, il brano cardine del disco. Il canto cavernoso diventa quasi una preghiera mentre di fondo gli strumenti accompagnano con compostezza la voce senza mai sfociare nell’impeto e nella pomposità come nei brani precedenti.

Quando tre eccellenze come Hifiklub, Duke Garwood & Jean-Michel Bossini uniscono le forze, il risultato non può non essere eccellente, un’incursione nella musica contemporanea ben riuscita, un album dal forte impatto emozionale e dal grande spessore poetico.




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