Swimming In Colours è il primo Ep di Głós, composto da tre tracce per un totale di più di mezz’ora di musica ambient

Nella musica di Głós c’è un piacere particolare per la calma e la lentezza, il ritmo del disco, preso nella sua interezza, è caratterizzato da un quieto crescendo dove, specialmente all’inizio, l’artista cerca di dare la massima importanza e il massimo risalto ai singoli suoni.

Swimming In Colours si presenta come il classico Ep di musica ambient, di cui non si sentiva troppo il bisogno, che sostanzialmente ha ben poco da dire. Un ascolto pacato, sereno, un sottofondo musicale che riecheggia distrattamente nelle cuffie e che resiste nella mente soltanto per un breve periodo, giusto quello di un ascolto rapido. Questo non vuol dire che dal punto di vista tecnico e strumentale ci troviamo di fronte ad un lavoro di scarsa qualità, anzi, la composizione dei brani, studiata nel dettaglio, riesce a creare sensazioni di calma e inquietudine contemporaneamente. In questo caso l’obiettivo della musica è quello di catapultarci, improvvisamente, in una particolare aurora boreale visibile sulla cima di un’alta montagna, e noi siamo lì sull’orlo di un dirupo intenti ad osservare quella meraviglia enorme, a tratti opprimente.

Come detto in precedenza il disco ha un avvio lento e raggiunge il suo climax soltanto a metà di Serenade, la seconda traccia, quando i suoni rilasciati singolarmente si uniscono in un calderone armonico creando una sensazione di caos e un muro di noise a tratti impenetrabile.

Un cambio, anche se non eccessivamente drastico, lo si ha nel terzo brano, della durata di circa diciassette minuti, quando il tono si fa più lirico e meno sfumato, incalzando e aumentando il ritmo con l’obiettivo di raggiungere nuovamente l’apice sonoro già sentito in Serenade, e poi, infine, svanire in una lunga scia dalla durata di un minuto intero.

Swimming In Colours è un disco che nasce con l’intenzione di suscitare, grazie al proprio estro musicale, sensazioni e atmosfere e di dipingerle direttamente nella mente dell’ascoltatore, ma l’obiettivo fallisce presto quando sia la struttura che l’armonia si perdono in eccessivi tecnicismi che rendono il lavoro un esperimento tecnico.

Il risultato è un Ep troppo squadrato, privo di guizzi di colore, di sfumature, di cuore.




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