Francesca Gemmo/Daniel Kientzy: due mondi che s’incontrano

Prodotto dall’etichetta Dodicilune, Contours è il nuovo progetto discografico della compositrice e pianista veneta Francesca Gemmo e del musicista e performer francese Daniel Kientzy. Pubblicato il 3 giugno 2020, l’album si arricchisce della collaborazione di Giuseppe Giuliano (mellotron), Cécile Marchand (clouet, flauto), Luc Balestro (sax alto) e Wim Hoogewerf (chitarra).

Prestigioso il curriculum della Gemmo pianista compositrice e didatta, che vanta collaborazioni con autorevoli artisti (Sergio Armaroli, Alvin Curran, Brunhild Meyer Ferrari, Steve Piccolo, Walter Prati, Giancarlo Schiaffini ed Elliott Sharp) e innumerevoli progetti e palcoscenici che l’hanno portata a suonare un po’ dappertutto in Italia e in Europa; per Daniel Kientzy, come si legge nella sua biografia ufficiale c’è l’appellativo di “inventore del sassofono contemporaneo”, perché nel corso degli anni non ha mai smesso di ricercare e scoprire nuove tecniche di esecuzione e nuove forme di espressione musicale, che hanno rivoluzionato sia il sassofono che il mondo della musica contemporanea, per lui un centinaio di dischi pubblicati in tutto il mondo, che spaziano tra i generi, sfruttando non solo il potenziale dei sassofoni ( lì suona tutti) ma anche la suggestione di molte tecniche elettroniche.

Le sei composizioni originali del disco sono frutto di un montaggio delle registrazioni dei singoli strumenti realizzate in sedute differenti, eseguite al pianet da Francesca, un pianoforte elettromeccanico, con Daniel al sax e contrabbasso.

L’eccellente Contour 1 con il suo volatile e accogliente inizio, di piroettante cammino melodico, davvero godibile e nutriente, soprattutto per l’animo di chi ascolta con l’intento di visitare bellezza, e in essa venir trasportati; sul vagheggiante e sparso solitario sax, così docile sugli accompagnamenti, portato clarinettisticamente a dolci prodezze solistiche, si rimane piacevolmente a contemplare le vette, i circoli soffusi, epilogi annunciati con parsimonia e abilmente posati, fino al dispiegamento tensivo che volge al termine di Contour 6, sospeso, forse negato, il tocco magico più vero.




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