Nuova prova di maturità per Four Tet, tra elettronica minimal e atmosfere sognanti

Giunge all’importante tappa del decimo album il progetto del producer londinese Kieran Hebden che risponde al nome di Four Tet.

Come di consueto pubblicato dalla propria etichetta personale Text Records, Sixteen Oceans si compone, come il titolo stesso suggerisce, di sedici tracce e suona, allo stesso tempo, come un compendio della carriera di Hebdan e come un’ulteriore spinta al consolidamento del proprio sound minimal electro che conserva tuttavia melodie accattivanti e un forte impatto immaginifico.

Le intenzioni sono chiare fin dalla opener School: cassa dritta ma piuttosto morbida, pochi suoni, arpeggi e pad che ricamano atmosfere sognanti e che rimandano la mente a quelli che purtroppo potrebbero restare, per quest’anno, solo ricordi di nottate ai festival indie estivi.

La successiva Baby vede la presenza della voce di Ellie Goulding, tagliata e incastrata da Hebden tra una ritmica un po’ meno squadrata ma comunque mai sopra le righe e dei suoni ancor più dreamy, a costruire un ideale singolo electro-pop.

Il disco procede acquistando anche colorazioni più esotiche (Harpischord, Teenage Birdsong), cassoni più pompati e qualche synth di matrice marcatamente dance (Love Salad, Insect Near Piha Beach, Something In The Sadness) ma senza mai diventare spigoloso. Tutto fluisce morbido e armonico, le ambientazioni rimangono sognanti e malinconiche, in un mood complessivo che si lascia ballare ma senza mai spingere verso la spensieratezza.

Non manca qualche interludio fatto di suspance e campionamenti (Hi Hello, ISTM, 1993 band Practice, Bubbles At Overlook 25th March 2019) che cementano ulteriormente la carica umorale del disco.

Paradossalmente, in questa fase di assenza di feste e concerti che speriamo non si protragga ancora a lungo, il mix di perfezionismo minimale, armonie ballabili ma dalla vena malinconica e ambientazioni sonore che inevitabilmente fanno affiorare alla mente ricordi nostalgici, potrebbe essere proprio il punto di forza di questo album di Four Tet, in cui molti ascoltatori finiranno per immedesimarsi.

Un disco di musica elettronica, questo Sixteen Oceans, ma destinato, più che ai cultori del genere, ad un pubblico vasto ed eterogeneo a cui Four Tet ha dato ormai ampia dimostrazione di poter ambire.




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